Roma, 12 giu – L’Italia si riscopre bipolare. È il dato più eclatante uscito dalle urne del primo turno della tornata amministrativa svoltasi ieri che ha portato al voto oltre 9 milioni di italiani in 1004 città facendo registrare un’affluenza superiore al 61 per cento. Quasi ovunque infatti a contendersi la vittoria saranno gli “avversari di sempre” centrodestra e centrosinistra, con i pentastellati costretti a fare da spettatori. È andata così in tutte le maggiori città, compresa Genova, la città di Beppe Grillo, dove questi si era detto certo del successo nonostante i segnali evidenti di uno “scollamento” da parte del suo elettorato: nel capoluogo ligure il tenore Luca Pirondini, imposto d’autorità a Marika Cassimatis, si ferma tra il 18 e il 22 per cento e dove al momento Bucci (cdx) è in testa di quattro punti su Crivello (csx). A Verona il duello è tra Sboarina (cdx, 29,3%) e Bisinella (Fare e civiche al 23,6%). A Palermo orlando stravince al 46% su Ferrandelli fermo al 31,7% mentre a Parma Pizzarotti se la vedrà con Scarpa. Ancora: a Taranto la berlusconiana Baldassarri leggermente davanti a Melucci, a Catanzaro il sindaco uscente Abramo (cdx) viaggia con 7 punti di vantaggio su Ciconte (csx) mentre è nettamente in vantaggio il Pd a L’Aquila, con Di Benedetto che sfiora la vittoria al primo tentativo. Insomma: sembrano esserci concrete possibilità che nei ballottaggi del prossimo 25 giugno il partito renziano confermi, o magari superi, le 17 vittorie 5 anni fa negli stessi Comuni capoluogo, laddove Forza Italia e Lega insieme avevano vinto in 5 città. Per la sinistra nel suo insieme, è un indizio di discreta salute che riscatta le più recenti batoste. (red)