Roma, 19 giu – “Ancorare la legge sullo ius soli ad una battaglia ideologica priva assolutamente di qualsivoglia fondamento giuridico, sociale e culturale è il segnale più eloquente di quanto siano deboli le argomentazioni dei detrattori e di quanto sia inappropriato affrontarne la ratio su questo piano, ignorandone l’urgenza in una società civile in evoluzione, le cui istanze non possono essere trascurate da uno Stato che si qualifica “di diritto”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, senatore di AP-CE eletto all’estero a proposito del confronto acceso di questi giorni sul ddl in materia di Ius soli. “La legge su ius soli è figlia del suo tempo e risponde ad un’istanza che non può continuare ad essere tralasciata – spiega – e l’unico rammarico è essere giunti solo ora alla sua trattazione, in una fase delicata della legislatura dove è più semplice declinare un confronto parlamentare in uno scontro ideologico funzionale a certi espressioni politiche”. “L’errore più grande – spiega ancora Di Biagio – sarebbe proprio quello di far manipolare il dibattito con argomentazioni che nulla hanno a che vedere con la ratio della legge e che servono solo ad alimentare uno scontro fuori e dentro l’aula veicolando un messaggio sbagliato alla società civile fatto di equazioni ‘ius soli-terrorismo’”. Di Biagio conclude: “Questa legge è il termometro del senso di civiltà del nostro Paese, pertanto abbiamo una responsabilità grande, essendo un’occasione inderogabile per legittimare quella integrazione e inclusione sociale, che di fatto già sta avvenendo sotto i nostri occhi. Certamente la legge è migliorabile, ma l’ostruzionismo strenuo è un errore, culturale prima che parlamentare, che l’Italia non si può permettere”. (Com)