Roma, 21 giu – “Ancora una volta dalla cronaca delle tragedie che avvengono in qualche parte del mondo, in questo ultimo caso a Londra, apprendiamo che vi sono coinvolti giovani laureati italiani in fuga dal loro Paese. In alcuni casi per libera scelta ma spesso, troppo spesso, perché costretti dalla mancanza di opportunità lavorative in Italia; oppure per sfuggire a forme di vergognoso sfruttamento come nel caso, appunto, di Gloria e Marco – morti atrocemente nel rogo della Greenfell Tower – che, pur laureatisi con 110 e lode, in Italia si erano visti offrire un salario (sic) di 300 euro mensili”. Così in una nota il Presidente dell’Unione Italiani nel mondo, Mario Castellengo, che aggiunge: “Ma questi sono solo i casi dei quali, purtroppo, i media si occupano nei momenti in cui i nostri giovani emigrati vengono coinvolti in qualche tragedia. Tuttavia nel mondo (dalla Spagna alla Francia, dalla Svizzera alla Germania, dal Belgio al Regno Unito, dagli Stati Uniti al Canada ed all’Australia, tanto per citare i Paesi maggiormente attrattivi) vi sono ormai – accanto a milioni di emigrati tradizionali italiani – centinaia di migliaia di cervelli in fuga”. “Morale, per la crescita dell’Italia è quindi indispensabile, da un lato, creare i presupposti affinché ci sia un aumento del numero dei laureati, visto che nella classifica dell’UE l’Italia risulta al penultimo posto, e, dall’altro, si trovi poi il modo di impiegarli offrendo a questi cervelli – per non perderli – non più una via di fuga per l’estero bensì delle serie opportunità nel Belpaese che ne avrebbe tutto da guadagnare”, ha concluso il presidente della Uim. (Red)