Roma, 22 giu – “L’Unione delle Camere Penali è intervenuta più volte per sollecitare l’introduzione del reato di tortura che fosse conforme alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza della Corte EDU. E per tale ragione – si legge in un anota – abbiamo fortemente criticato il testo recentemente licenziato dal Senato, sottolineando che una norma così congegnata sembrava costruita al solo fine di poter apparire formalmente adempienti agli obblighi internazionali e destinata, a causa di una formulazione tecnica del tutto inadeguata, generica, vaga e farraginosa, alla più totale ineffettività. Sottraendo così il nostro paese ad un obbligo civile e morale che ci vede ancora ultimi nell’ambito delle democrazie occidentali nella salvaguardia dei diritti umani. Non meraviglia, dunque, che il Commissario ai diritti umani della Commissione europea Muiznieks si sia lamentato con toni pressoché ultimativi del modo in cui l’Italia si sta di fatto sottraendo ai suoi obblighi in materia. Rassicurare, tuttavia, il Commissario circa i pericoli di impunità derivanti dalle prescrizioni perché, a prescindere dalla recente riforma della prescrizione, a rendere ineffettiva la norma sulla tortura non c’è bisogno né di amnistie, né di indulti, né di prescrizioni: basta che il Parlamento approvi la legge sulla tortura in via definitiva così com’è. Salvo che il Parlamento non vorrà almeno ascoltare l’autorevole voce critica di quelle istituzioni europee che, comunque, prima o poi presenteranno il conto allo Stato Italiano. E potrebbe essere un conto molto salato”. Così l’nione delle Camere Penali in una nota. (red)