Roma, 26 giu – L’emigrazione italiana è cambiata e con lei anche bisogni e richieste di chi la compone. Nella valigia di chi sceglie di lasciare l’Italia oggi, ci sono forse gli stessi sogni e le stesse paure di chi partiva il secolo scorso, ma nuove esigenze caratterizzano il “viaggio”, temporaneo o permanente che sia. Puntare sulla digitalizzazione dei servizi consolari e rafforzare la presenza sul territorio è la ricetta di Luigi Maria Vignali – da poco alla guida della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale – per intercettare le richieste della nuova Italia che vive fuori dall’Italia. Prima di tutto, spiega Vignali, è necessario “migliorare i servizi degli italiani all’estero anche attraverso un forte impulso alla digitalizzazione. Dobbiamo dare ai nuovi emigrati dei servizi a distanza in grado di completare un percorso iniziato qualche tempo fa e che adesso va portato a ulteriore compimento: cioè la possibilità di dialogare anche senza recarsi fisicamente in consolato”. Senza però chiudere le porte dei servizi consolari a chi “vuole mantenere un collegamento fisico e diretto”. Un altro grande obiettivo è quello di “rafforzare la presenza italiana sul territorio”, ha continuato il Direttore della DGIEPM spiegando che all’estero “c’è tutta una realtà che va valorizzata, anche per poter cogliere quegli elementi di valore aggiunto che le nostre collettività possono dare”. (Sab)