“Le coalizioni non sono l’argomento per intrattenere gli italiani nei prossimi 12 mesi, ma quello che facciamo con le tasse”. Lo dice chiaro e tondo Matteo Renzi, nella sua rassegna stampa ormai giornaliera, ai compagni di partito: ora stop alle polemiche interne e ai dibattiti sulla strada da prendere, si torni a pensare ai fatti: “Si vincono e si perdono le elezioni sulle cose fatte, e su questo non dobbiamo avere paura perché siamo i più forti, non ce n’è: non inseguiamo le scie chimiche, non siamo il centrodestra populista”. E soprattutto, dice Renzi, “se si perdono le elezioni è perché non si è capaci di parlare con la gente, non per strani giochi alchemici che vengono fatti a Roma. Quindi dobbiamo essere capaci di buttarci in mezzo alla gente e costruire un progetto che parli alle persone, perché se si va sui contenuti non abbiamo nulla da perdere”. Una delle cose su cui insistere adesso, spiega il segretario del Pd, è la nuova legge sulla cittadinanza, a costo di risultare impopolari, sondaggi recenti alla mano che vedono gli italiani meno convinti. “La battaglia sullo ius soli non può essere una battaglia sulla quale si può cambiare idea in base ai sondaggi: bisogna affermare che la cittadinanza si ottiene dopo un ciclo di studi, e chi pensa che questo sia collegato all’aumento dell’insicurezza vive su Marte. Non rinuncio allo ius soli per un sondaggio”.
BANCHE VENETE. Tra le cose già fatte, invece, c’è il recente intervento di salvataggio delle due banche venete, che Renzi difende a spada tratta, e difenderà anche in Europa: “Spero che i parlamentari europei facciano una grande battaglia perché i criteri molto rigidi applicati alle banche venete siano applicati anche alle banche dei paesi del Nord, per esempio la Germania”. Renzi commenta anche le ultime novità processuali dell’inchiesta Consip, “una vicenda sulla quale ho perso molto consenso, è una vicenda enorme sul quale la verità chiarirà molte cose: ieri il capitano del Noe, Gianpaolo Scafarto, quello che è accusato di aver fabbricato prove false ha deciso di non parlare, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Io non strillo, aspetto la verità, e sono sicuro che ci divertiremo”.
