Burdas, 10 lug – Il Consiglio Superiore della Magistratura chiederà la sospensione della Turchia dalla Rete balcanica ed euro-mediterranea dei Consigli di Giustizia (Bemncj) in occasione dell’assemblea generale della stessa rete che si svolge a Burgas, in Bulgaria, oggi e domani. I due rappresentanti italiani del CSM, i consiglieri Paola Balducci (membro del board) e Lucio Aschettino (vice presidente della IX Commissione), sottoporranno alla Rete anche l’approvazione di un documento con le linee fondanti della Rule of Law, lo stato di diritto, quali consolidate nella nostra tradizione e, più in generale, nella civiltà giuridica europea. Una decisione presa dal Plenum del CSM all’esito di un’articolata discussione introdotta dalla relazione del presidente della IX Commissione Alessio Zaccaria, a seguito dell’aggravarsi della situazione in Turchia, con continui arresti e violazioni dello stato di diritto dopo il fallito golpe. La decisione del Plenum è in linea con quella dell’ENCJ e della EJTN che hanno sospeso la Turchia dal ruolo di osservatore rispettivamente nell’Assemblea Generale dell’Aja dell’8 dicembre del 2016 e nell’Assemblea di Malta del 23 giugno scorso. L’ENCJ, inoltre, ha deciso di non partecipare, anche se solo come osservatore, ai lavori dell’Assemblea della Rete balcanica. Il CSM il 20 luglio 2016 aveva già deliberato di sospendere ogni rapporto di cooperazione con il Consiglio Superiore dei Giudici e dei Pubblici Ministeri della Turchia e, lo scorso 14 giugno, ha fatto propria la Dichiarazione di Parigi dell’ENCJ che ha ribadito le preoccupazioni per la situazione attuale in Turchia riaffermando l’esigenza di rispettare la Rule of Law. Nel corso del dibattito in Plenum il vice presidente Giovanni Legnini ha voluto sottolineare come la partecipazione alla Rete balcanica ed euro mediterranea sia sempre stata di massima importanza per il CSM. “In questa Rete – ha spiegato Legnini – abbiamo lavorato e investito in termini di risorse perché riponevamo fiducia in un consesso fondamentale per la diffusione della cultura della legalità”. Sarà successivamente sempre il Plenum a valutare le azioni da intraprendere nell’ipotesi in cui la proposta di sospensione della Turchia venisse respinta dall’Assemblea della Rete.
(red)