(14 luglio 2017) “Gli Asteroidi” di Germano Maccioni è il film italiano in concorso al 70esimo Locarno Festival (in programma dal 2 al 12 agosto). Prodotto da Articolture e Ocean Productions con RAI Cinema, e distribuito da Istituto Luce-Cinecittà, il film segna l’esordio al lungometraggio di Maccioni, regista classe 1977, reduce da importanti esperienze di cortometraggi e documentari, tra cui l’ultimo “Fedele alla Linea” dedicato alla vita di Giovanni Lindo Ferretti, piccolo caso di pubblico e tenuta nelle sale. Scritto dal regista insieme a Giovanni Galavotti, “Gli Asteroidi” porta per la prima volta sullo schermo un cast affiatato di giovani attori non-professionisti: Riccardo Frascari (nel ruolo di Pietro), Nicolas Balotti (Ivan) e Alessandro Tarabelloni (Cosmic), affiancati in ruoli chiave dal talento di Pippo Delbono e Chiara Caselli. Un film che si avvale nel comparto tecnico di una evocativa colonna sonora che unisce la composizione originale di Lorenzo Esposito Fornasari a brani de Lo Stato Sociale. Concepito, prodotto e realizzato interamente a Bologna e nella sua provincia – un territorio che diventa autentico protagonista della pellicola – il film si inscrive nel genere attualissimo del coming-of-age, un romanzo di formazione innestato su una trama vivace di azione, e su uno sguardo di camera che indaga un piano insieme intimo e sociale. Protagonisti di questa favola avventurosa calata nella contemporaneità, sono tre ragazzi neppure ventenni legati da amicizia profonda, in un contesto in cui la crisi economica ha picchiato duro, e non ha risparmiato le loro famiglie, rendendo precari affetti e legami. “Ho da sempre pensato agli Asteroidi come a una piccola ‘fabula’ di formazione, ambientata in provincia, nell’orizzonte piatto della pianura, fertile di campi lunghissimi, facce e storie pazze, balere e apparenti brutture architettoniche che a volte però sorprendono lo sguardo e ci fanno intravedere una grazia inaspettata – spiega Maccioni – In questo paesaggio tanto emiliano quanto metafisico, ho cercato anche una rappresentazione di una condizione umana. Sono onorato (e curioso) che l’anteprima mondiale del film avvenga nel concorso ufficiale di un festival internazionale e così aperto sul mondo come quello di Locarno, come il migliore dei contraltari”. (red)