L’Italia ribadisce le proprie “forti perplessità” sulla proposta del presidente venezuelano Nicolas Maduro di istituire una Assemblea Costituente per risolvere la grave economica che da mesi ormai attanaglia il Venezuela. Perplessità che aumentano a maggior ragione dopo l’esito quasi plebiscitario, anti-Maduro, del referendum dello scorso weekend, che ha visto recarsi alle urne 7 milioni di venezuelani, con incidenti e anche due vittime. Così il ministro degli Esteri Angelino Alfano, alla Camera, spiega che “non possiamo rimanere inermi dinanzi alle violazioni del diritto venezuelano a vivere serenamente e a scegliere da chi essere governato. Continuiamo e continueremo a tenere aperti i canali di comunicazione sia con il governo che con tutti i gruppi politici”.
IL GRIDO D’ALLARME DEGLI ITALIANI – L’Italia segue inevitabilmente da vicino la crisi di Caracas anche perché l’aggravarsi della crisi economica purtroppo incide sempre di più sulle condizioni degli italiani che vivono in Venezuela, che si ritrovano più povere di prima per via della continua erosione del tasso di cambio – dice Alfano – Il governo non lascerà inascoltato il grido d’allarme dei 150mila residenti, abbiamo incrementato il personale nelle sedi diplomatiche in Venezuela, che svolge ogni giorno un ruolo importantissimo per i nostri connazionali. Stiamo valutando anche un intervento normativo per aumentare il numero del personale a contratto, che è fissato per legge ed è già al suo massimo. E’ anche pronto un piano che prevede un aumento dei fondi per l’assistenza agli italiani più in difficoltà”. C’è poi la questione delle numerose imprese italiane in Venezuela, “alcune delle quali non hanno abbandonato il Paese, ma vantano crediti che se non riscossi le mettono in difficoltà. I nostri imprenditori in Venezuela sono pronti a dare un contributo al rilancio dell’economia venezuelana quando le condizioni lo permetteranno. Continueremo quindi a sollevare la questione dei crediti vantati dalle nostre imprese, che ammontano a 3 miliardi di euro”.
SOLIDARIETA’ DEL PARLAMENTO – Ribadisce Fabio Porta, deputato del Pd residente in Sud America, che “all’Assemblea legislativa del Venezuela va la solidarietà del Parlamento italiano. Domenica scorsa i venezuelani si sono espressi liberamente in un referendum in cui in 7 milioni si sono espressi contro la proposta del presidente Maduro di un’Assemblea costituente non eletta dal popolo, ci sono stati due morti, un numero di seggi sette volte inferiori rispetto a quelli garantiti”. E Fabrizio Cicchitto, di Alternativa Popolare, sottolinea come quello in atto sia “un evidente tentativo di colpo di stato”. (Sis – 18 lug)