Sidney, 28 lug – L’uso di videogiochi d’azione aiuta a combattere la dislessia nei bambini di lingua madre inglese, che richiede regole complesse di conversione tra lettere e suoni linguistici. È quanto emerso da uno studio condotto all’Università di Sydney (Australia) da Piergiorgio Trevisan, dell’Università di Udine, in collaborazione con un team di neuroscienziati delle Università di Padova, Bergamo, Trento e Sydney. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista internazionale ‘Scientific Reports’ del gruppo ‘Nature’ e si aggiungono a quanto già scoperto nel 2013 dagli stessi ricercatori di Padova e Bergamo (Simone Gori, Andrea Facoetti, Sandro Franceschini, Luca Ronconi e Sara Bertoni) sull’efficacia di questo tipo di giochi per il miglioramento delle capacità di lettura nei bambini italiani con dislessia. In particolare, i ricercatori hanno scoperto che i miglioramenti nella velocità di lettura indotti dall’uso, per poche ore, di un videogioco d’azione commerciale sono dovuti a specifiche stimolazioni di circuiti cerebrali che sarebbero in grado di migliorare, oltre all’attenzione visiva, anche la memoria dei suoni del linguaggio, ovvero quella che ci permette, per esempio, di ricordare per qualche secondo un numero di telefono che ci è appena stato dettato.