Cuneo, 28 lug – L’arco alpino del sud-ovest della regione non è un angolo residuale e marginale di Piemonte: è la cerniera naturale e determinante con il Ponente ligure e l’area francese della Paca. Per questo il sistema di Enti locali cuneese chiede nuovi investimenti e certezza sulle opere infrastrutturali avviate. Prima fra tutte il Tenda bis. Tempi di realizzazione certi ed efficace pianificazione sono i due pilastri che Uncem Piemonte mette al centro del convegno di domani mattina a Cuneo “Comunicazioni viarie e ferroviarie nel Sud Ovest del Piemonte: tra Cuneo-Nizza-Imperia e il Sud Est francese” al quale partecipano, tra gli altri, i parlamentari Pd Stefano Esposito, vicepresidente Commissione permanente Lavori pubblici del Senato e Chiara Gribaudo. “Il piano strategico della Città di Cuneo che disegna le tappe di sviluppo della città e del suo territorio, da oggi al 2020, è fondamentale per rivendicare non solo il completamento della Asti-Cuneo – spiega il presidente Uncem Piemonte, Lido Riba – ma anche per valorizzare le quattro porte del cuneese: verso Torino, la Francia, la Liguria e il Pinerolese, aggregando in questa visione tutte le valli del suo hinterland. In questo contesto si inseriscono la piattaforma logistica di Mondovì rispetto al sistema portuale di Savona, il potenziamento del sistema ferroviario (la Torino-Cuneo–Nizza), il traforo del Tenda. Altrimenti si rischia la marginalità”. “Chiediamo al Governo italiano di rivedere il trattato della ferrovia Torrino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza – evidenzia Riba -, Questa linea non è un ramo secco, bensì una risorsa per le comunicazioni trasportistiche in generale, soprattutto per il turismo, e un collegamento esistente tra due aree metropolitane: Torino e Nizza. La linea ferroviaria è un legame forte tra Cuneo e le sue Valli, tra Nizza, Menton e le valli Roya e Bevera sul versante francese”.
(PO / red)