Ravenna, 31 lug – Inoltre il settore della meccanica strumentale – quello in cui opera appunto l’azienda – è uno dei 5 comparti che complessivamente rappresentano il 70% dell’export complessivo dell’Emilia Romagna, terza regione italiana per vendite di beni all’estero (dietro soltanto a Lombardia e Veneto). Senza considerare che le prospettive per infrastrutture e costruzioni in Africa sono le più positive tra le aree emergenti. Oltre allo sviluppo di grandi iniziative per l’energia, l’accessibilità all’acqua potabile e i trasporti, riveste un’importanza crescente il settore dei servizi e delle costruzioni residenziali e commerciali, collegate alla rapida urbanizzazione del Paese: basti pensare che solo dieci anni fa Nairobi contava 2 milioni di abitanti, mentre adesso ne ospita oltre 3,5 milioni, di cui oltre il 60% vive in slum con inadeguata fornitura di servizi. Per CGM, che ha saputo guardare lontano, lo sviluppo di questi progetti ha rappresentato in passato e rappresenta oggi più che mai un’interessante opportunità di business. “L’esperienza di CGM in East Africa sta a dimostrare come il continente africano possa rappresentare per le aziende italiane una grande opportunità di crescita, non solo per il futuro, ma già nel presente”, ha dichiarato Luca Grandonico, General Manager di CGM che opera dal Kenya. “Grazie al contributo di SACE, questa interessante sfida che racchiude inevitabilmente numerose difficoltà e rischi, può essere vissuta e portata avanti con la consapevolezza di poter minimizzare il rischio del credito e allo stesso momento offrire alle controparti africane soluzioni finanziare dedicate, imprescindibili per poter rendere l’offerta tecnologica interessante dal punto di vista commerciale”.
(red)