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MARCINELLE, 61 ANNI FA STRAGE NOSTRI EMIGRATI

it@withub.it by it@withub.it
8 Agosto 2017
in In evidenza HP, In evidenza top news
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Era l’8 agosto del 1956, quando un incendio scoppiato in uno dei pozzi della miniera di carbon fossile del Bois du Cazier (Marcinelle – Belgio) provocò un disastro che segnò per sempre la storia dell’emigrazione italiana: 262 vittime, provenienti da 12 diversi paesi, tra cui 136 italiani. Negli anni la tragedia è diventata un simbolo della memoria per tutti gli italiani emigrati che hanno perso la vita sul lavoro e un monito per non abbassare la guardia sulla tutela dei diritti dei lavoratori. Ma a 61 anni dalla tragedia, Marcinelle è anche il simbolo di una riflessione che si apre al presente, verso tutti coloro che emigrano oggi. “Un motivo di riflessione – sottolinea il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – verso coloro che oggi cercano anche in Italia opportunità che noi trovammo in altri Paesi e che sollecita attenzione e strategie coerenti da parte dell’Unione Europea”. “Le loro fatiche sono state feconde, esse hanno contribuito a edificare un continente capace di lasciarsi alle spalle le devastazioni della seconda guerra mondiale e di offrire alle generazioni più giovani un futuro di pace, di crescita economica, di maggiore equità sociale”, ha continuato il Capo dello Stato ricordando la tragedia. Dal 2001 la ricorrenza è stata proclamata Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo: “Ogni anno il nostro commosso pensiero è rivolto a tutti gli italiani caduti sul lavoro all’estero. Vogliamo onorare la loro memoria”, scrive il ministro degli Esteri Angelino Alfano in un messaggio rivolto agli italiani all’estero. Quella tragedia, secondo il titolare della Farnesina, “contribuì in maniera determinante alla formazione di una coscienza europea. E ciò accadeva soltanto un anno prima della firma dei Trattati istituitivi delle Comunità europee, di cui quest’anno abbiamo festeggiato il 60mo anniversario”.

 

LA CERIMONIA. Alla cerimonia di oggi a Marcinelle, ha partecipato anche il sottosegretario agli Affari esteri, Vincenzo Amendola, accompagnato da Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie della Farnesina. La giornata è iniziata a Bois du Cazier con il rintocco della campana in ricordo delle vittime. A seguire ci sono stati i discorsi ufficiali delle autorità belga e italiana. Dopo ci si è spostati verso l’ingresso principale del sito minerario per la deposizione di una corona di fiori da parte dell’Ambasciatrice italiana in Belgio Elena Basile a nome del Presidente della Repubblica italiana, e la deposizione di altre corone di fiori da parte delle associazioni dei lavoratori e delle diverse autorità presenti. In seguito la cerimonia è proseguita al Cimitero di Marcinelle, dove Amendola ha depositato una corona di fiori al monumento “Sacrificio dei Minatori Italiani”. La giornata si è conclusa a Bois du Cazier, con il saluto di Basile, la lettura del messaggio di Mattarella e un intervento del sottosegretario Amendola. “una guida per noi e per i nostri figli”: a questo deve servire, secondo Amendola, “la memoria di questo tragico evento”. Le comunità italiane all’estero “non sono solo viste come destinatarie di servizi, ma anche e soprattutto come una componente essenziale della politica estera dell’Italia”, ha poi aggiunto il sottosegretario agli Esteri rivolgendosi agli italiani connazionali residenti in Belgio, una comunità composta da circa 280 mila persone. Diversi i momenti di ricordo e commemorazione che hanno visto protagonista tutta la rappresentanza italiana all’estero, dai Comitati degli italiani all’estero (Comites) al Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie) passando per i parlamentari eletti all’estero e le associazioni degli emigrati. Marcinelle “simboleggia per gli italiani all’estero il momento più alto del sacrificio di chi è stato costretto ad emigrare per ragioni economiche e di chi, oggi, è spinto dalle nuove opportunità della mobilità facilitata e dalle nuove forme del lavoro moderno”, ha detto Michele Schiavone, segretario del Cgie. Per Raffaele Napolitano, presidente del Comites di Bruxelles “è importante ricordare questo tragico evento poiché ci induce a ripensare come eravamo: un popolo disperato, alla ricerca di fortuna e disposto a sacrificarsi per la propria famiglia”. Lo sguardo, riprendendo le parole di Mattarella, è rivolto al presente: “Le migrazioni di necessità e di lavoro continuano a scavare un solco profondo anche nel mondo di oggi, il nostro mondo – ha sottolineato la deputata del Pd eletta all’estero Francesca La Marca -. Noi italiani ne siamo i più diretti testimoni, per le tragedie che si susseguono nel Mediterraneo, e anche i più credibili protagonisti nel salvare vite umane a nome dell’Europa e nel testimoniare con i fatti la nostra civiltà e i nostri principi etici”. (PO / Sip – 8 ago)

 

LA POLEMICA. Il tema migranti resta caldo, anzi caldissimo. Ad innescare la miccia delle polemiche – all’indomani della rottura sulle Ong sfiorata all’interno dell’esecutivo, con il ministro dell’Interno Marco Minniti “blindato” dal premier Paolo Gentiloni e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella – è stavolta una commemorazione, quella della strage avvenuta a Marcinelle in Belgio l’8 agosto del 1956, quando un incendio che colpì la miniera di Bois du Cazier causò la morte di 262 minatori di dodici diverse nazionalità, di cui 136 italiani. “Generazioni di italiani hanno vissuto la gravosa esperienza dell’emigrazione, hanno sofferto per la separazione dalle famiglie d’origine e affrontato condizioni di lavoro non facili, alla ricerca di una piena integrazione nella società di accoglienza – ha affermato nel messaggio inviato in occasione del 61 esimo anniversario della tragedia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella -. E’ un motivo di riflessione verso coloro che oggi cercano anche in Italia opportunità che noi trovammo in altri Paesi e che sollecita attenzione e strategie coerenti da parte dell’Unione Europea”.  Dal passato al presente, dalla memoria alla cronaca il passo è breve e la riflessione del capo dello Stato scatena le reazioni polemiche da parte della Lega Nord: “Mattarella paragona gli italiani emigrati (e morti) nel mondo ai clandestini mantenuti in Italia per fare casino? Si vergogni! Mattarella non parla a nome mio” scrive su Facebook il leader del Carroccio Matteo Salvini, mentre già in precedenza un durissimo attacco al Colle era arrivato da Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda: “Paragonando questi richiedenti asilo nullafacenti agli italiani morti a Marcinelle il presidente Mattarella infanga la memoria dei nostri connazionali. Si vergogni”. “Ancora una volta Salvini ha perso un’occasione per tacere. Le parole su Mattarella sono insopportabili e come sempre intrise di cinismo” risponde invece Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria del Pd, in un commento su Twitter. (Roc – 8 ago)

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