Torino 21 ago – “Le ultime dichiarazioni, rilasciate nell’intervista ad un’agenzia di stampa polacca dall’inviato del Papa a Medjugorje Monsignor Henryk Hoser, sulla mancanza di errori dottrinali nei messaggi comunicati dalla Regina della Pace ai veggenti e sul riconoscimento dell’equilibrio mentale di queste persone, con cui ha dialogato, possono essere considerate come la volontà della Chiesa di tutelare tale fenomeno iniziato il 24 giugno 1981, riconoscendo sempre più i frutti che sta producendo in loco e nel mondo”. Lo dichiara Marco Paganelli, autore della più recente inchiesta giornalistica sul villaggio dell’Erzegovina: “Medjugorje, l’inchiesta: aspettando il giudizio di Papa Francesco” (edizioni Echos). “Considerata questa presa di posizione – spiega – non è peregrino attendersi che il Santo Padre decida di andare sul posto, accogliendo così le aspettative dei due milioni di pellegrini che vi si recano ogni anno. Una sua eventuale scelta, in tale senso, potrebbe consentirgli soprattutto di avere un’idea più chiara di quanto sta capitando, senza lasciarsi condizionare dalle espressioni non univoche di significativi rappresentanti ecclesiali.