“Quegli anni furono i miei più dolorosi e cupi”: così Benedetto Croce ricordava la sofferenza per il terremoto di Ischia del 28 luglio 1883, che fece più di 2 mila morti e gli strappò il padre, la madre e la sorella. Ieri sera sull’isola – all’epoca un villaggio di pescatori e di pochi villeggianti, oggi tra le più note località turistiche del Belpaese – la terra è tornata a tremare, seminando di nuovo terrore e lutto. Alle 20.57 si è verificata una scossa di terremoto di magnitudo 4.0 (la profondità è stata pari a 5 km; 3,6 era stata la prima rilevazione effettuata dall’Ingv). Epicentro a Casamicciola, comune dell’isola. Il bilancio parla di due donne morte (rimaste uccise sotto le macerie, una delle quali colpita dai calcinacci della chiesa di Santa Maria del Suffragio a Casamicciola) e di 39 feriti. Al dolore, però, ha fatto da contraltare prima la speranza e poi la gioia per i tre fratellini estratti vivi dalle macerie di una casa crollata a Casamicciola: prima per Pasquale, di 7 mesi, tirato fuori insieme alla madre nel corso della notte, poi per Matthias (7 anni) e il maggiore Ciro di 11 anni, riportato alla luce dopo ore di lavoro ininterrotto da parte dei vigili del fuoco, che durante le operazioni hanno costantemente parlato con i due bambini. Secondo quanto riferito dai soccorritori è stato quest’ultimo a salvare la vita al fratellino e a se stesso, prima spingendolo sotto un letto e poi battendo con un manico di scopa per richiamare l’attenzione.
SFOLLATI. Ora, bisognerà pensare agli oltre duemila sfollati di Casamicciola e agli altri 600 a Lacco Ameno, secondo i numeri resi noti dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, che oggi ha fatto un primo punto della situazione con i sindaci dell’isola. Intanto, il presidente del Consiglio Pao Gentiloni, al termine del Comitato Operativo nazionale della protezione civile al quale ha preso parte, ha firmato il decreto che dichiara il rischio di compromissione degli interessi primari in seguito al sisma che ha colpito l’isola di Ischia nella serata di ieri. “Questo decreto – spiega una nota della Protezione civile -, nelle more del perfezionamento della dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri, rende pienamente operativo l’intero Servizio nazionale della protezione civile. Infatti, per assicurare un intervento tempestivo, il decreto ha previsto che sia il Capo del Dipartimento della Protezione civile a coordinare tutte le forze in campo impegnate nelle operazioni di assistenza e soccorso alla popolazione”. Con la successiva dichiarazione di emergenza saranno poi disponibili tutti gli strumenti straordinari che potranno essere utilizzati dal Commissario che il Capo del Dipartimento della Protezione civile nominerà con ordinanza d’intesa con la Regione Campania. “Italia si unisce nel dolore per le vittime e nella solidarietà. Siamo tutti a fianco delle forze impegnate nei soccorsi” ha scritto su Twitter il premier. (Roc – 22 ago)
