Roma, 24 ago – È giorno di veglie e di commemorazioni oggi, ad Amatrice, Accumoli, Arquata, i paesi del Centro Italia che un anno fa furono sconvolti dal primo di una serie di forti terremoti. Nella notte tra il 23 e il 24 agosto infatti il Centro Italia fu interessato da forti scosse di terremoto, in provincia di Rieti, nel Lazio, e tra Umbria e Marche. Particolarmente colpiti i comuni di Amatrice e Accumoli, in provincia di Rieti, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Il numero delle vittime fu di 299. La scossa più forte, di magnitudo 6, è stata registrata il 24 agosto alle 3.36, con epicentro tra le province di Rieti e Ascoli Piceno, a 2 chilometri da Accumoli (Rieti) e 10 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e Amatrice (Rieti). L’epicentro è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv ad una profondità di 4 km. Successivamente ci sono stati altri eventi sismici nell’area, con due scosse più forti di magnitudo 5.1 e 5.4 alle 04.32 e alle 04.33 rispettivamente, a 5 km da Norcia (PG). Diverse le repliche, anche di magnitudo superiore a 4. Danni gravissimi ad Amatrice (“Metà paese non c’è più”, disse subito in lacrime il sindaco Sergio Pirozzi ai microfoni di Rainews) e ad Accumoli, nel reatino, e Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno.