IL GATTO VIAGGIATORE DI HIRO ARIKAWA
‘Cronache di un gatto viaggiatore’ è in uscita il 7 settembre per la casa editrice Garzanti. Il romanzo, (pp 304, euro 16,90) dell’autore giapponese Hiro Arikawa, racconta il viaggio di Satoru e Nana, un uomo e una gatta randagia con cui egli instaura un’amicizia speciale. Entrambi diffidenti e schivi si ritrovano in un imprinting lorenziano che li legherà per sempre. I due attraverseranno il Giappone alla ricerca di un padrone per Nana, descrivendo panorami dai colori pastello e profumi d’oriente, incontrando alcuni personaggi del passato di Satoru a cui la gatta stessa insegnerà qualcosa. Un romanzo che alterna la scrittura in prima persona dei due protagonisti e sorprenderà per la tenerezza e l’accuratezza descrittiva. (Sam)
LE PRIGIONIERE DI GALAD
Tra i libri da rispolverare in uscita all’inizio di questa estate c’è sicuramente ‘Il racconto dell’ancella’ di Margaret Atwood del 1985, pubblicato nuovamente dall’editore Ponte alle Grazie (pp. 400, euro 14,00). ‘Difred’ è un nome che può assumere un’ancella e ciò significa l’appartenenza ad un uomo di nome Fred, quando completerà il suo compito le verrà dato un altro nome ma quello reale, quello assegnatole alla nascita, resterà proibito. Il romanzo distopico della Atwood racconta di un futuro negli Stati Uniti dove la cultura imperante della misogenia e l’integralismo religioso sono imposti dall’élite governante. La repubblica monoteocratica di Gilead nasce sulle ceneri di una città distrutta da una catastrofe ambientale che ha reso sterile la maggior parte della popolazione. Le ancelle sono delle fattrici, consacrate a diventare il simbolo della fecondità di un sistema patriarcale ipocrita e meticolosamente ricostruito per segregare e delegittimare il corpo femminile. Una descrizione cruda raccontata con dovizia di particolari sulle violenze imposte e sui rituali biblici adottati per giustificare le pratiche totalitarie, la rinascita di un movimento femminista che vuole essere una sommessa critica alla disuguaglianza di genere del tempo, ma che nella sua complessità è uno spunto di riflessione anche al giorno d’oggi. L’opera è stata riadattata con cura dal produttore Bruce Miller in una serie televisiva uscita quest’anno per Netflix. (Sam)
STARGATE VERSO L’OCCIDENTE
Uscito nella primavera di quest’anno, ‘Exit West’ dello scrittore pakistano Mohsin Hamid e tradotto da Norman Gobetti è un racconto fantastico sulla storia d’amore di due migranti, pubblicato da Einaudi Editore (pp. 160, euro 17,50). Nadia e Saeed, prigionieri di una guerra in una città senza nome, scoprono l’esistenza di portali magici, custoditi dalle forze militari del paese, che possono teletrasportarli in altre città del mondo occidentale. Da Mykonos, passando per Londra fino a Marin County in California, i due giovani si confronteranno con mondi e sentimenti differenti. Con i canoni del realismo magico Hamid racconta una storia di crescita improvvisa, di un amore vissuto come strumento consolatorio per contrastare l’abitudine al dolore dell’abbandono legato alla morte e la migrazione itinerante. Il libro è stato selezionato per il Book Prize 2017 insieme ad altre dodici opere.
LE FAMIGLIE OMBRA DI MIA ALVAR
Nove storie, nove le ‘Famiglie ombra’ di Mia Alvar, tradotto per l’Italia da Gioia Guerzoni. L’opera è un romanzo geograficamente dislocato in diversi paesi del mondo, pubblicato dalla casa editrice Racconti (pp. 453, euro 18,00). Sono “storie figlie della diaspora filippina e di un tempo in cui la distanza sembra essere la barriera, alla perenne ricerca, come siamo, di ricongiungerci con chi amiamo, separati da confini reali o solo immaginati”. New York, Manila, gli aridi deserti del Medio oriente, sono questi gli scenari dove i protagonisti sperano di ricostruire la propria vita, sempre con un unico desiderio: tornare alla terra d’origine. Mia Alvar è nata nelle Filippine, cresciuta in Bahrain e ha studiato a Harvard e alla Columbia University. È tornata nel suo paese natale Manila nel 1999 dopo dieci anni negli Stati Uniti che ha descritto come alieno ma affascinante.
BIBLIOTERAPIA APPLICATA
Alex ha deciso cosa fare nella vita: il ‘biblioterapeuta’. Un mestiere da lui stesso inventato per curare le patologie dell’animo, somministrando libri al posto di medicine. ‘Le parole degli altri’ dello scrittore italo-francese Michaël Uras (pp. 352, euro 16,90), traduzione di Francesco Graziosi, pubblicato dalla casa editrice Nord è una favola contemporanea, vademecum sulla lettura scritto in maniera leggera e godibile. Per sopportare lo stress di una vita frenetica, Alex somministrava una ‘dose’ di ‘Aspettando Godot’, ‘Il giovane Holdenper’ era un’ottima terapia per chi non era in grado di prendere in mano la propria vita e ribellarsi a ciò che non considerava giusto, l’Odissea, la lettura ideale per ritrovare il proprio posto nel mondo. Quando le terapie iniziano a funzionare Alex si rende conto di non averle ancora sperimentate su se stesso, ma con una così vasta scelta, da quale libro iniziare?