Roma, 12 set – “A due anni dallo scoppio del dieselgate che ha coinvolto il gruppo volkswagen e a due mesi dalla gogna mediatica a cui è stato sottoposto un ingegnere italiano, accusato di essere tra i principali artefici dell’illecito, si fa fatica a credere alle reali responsabilità del professionista che, stando alle accuse, scientificamente avrebbe deciso ed ordinato la manomissione, mentre il resto del management sarebbe stato teoricamente all’oscuro”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, vice presidente della commissione industria di Palazzo Madama a proposito del caso dell’Ing. Pamio, accusato di essere il principale artefice della manipolazione dei motori diesel di Volkswagen per aggirare i test sulle emissioni, in riferimento al quale ha annunciato un’interrogazione ai ministri degli esteri e dello sviluppo economico. “L’affaire dieselgate è sicuramente complesso e meritevole dei dovuti approfondimenti in sede legale e tecnica – spiega – ma il confluire di gran parte delle responsabilità sul dirigente italiano dell’Audi, che nei fatti avrebbe un ruolo meramente tecnico e sicuramente non decisionale, lascia emergere più di un dubbio circa le reali dinamiche dei fatti, sui quali sarebbe opportuno un interessamento istituzionale in ragione della gravità della vicenda e dei riverberi che questa potrebbe comportare sull’immagine del nostro Paese”. (Red)