Strasburgo, 15 set – La Corte di giustizia europea è tornata a pronunciarsi sul tema
della tutela della maternità riaffermando che il licenziamento di una lavoratrice
gestante non è sempre giustificato dall’avvio di una procedura collettiva di
riduzione del personale. A ribadirlo è l’avvocato generale presso la Corte di
giustizia europea che, nella causa C-103/16, secondo il quale il diritto comunitario
consente la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro solo se si configura un
“caso eccezionale”, che non necessariamente coincide con il licenziamento collettivo.
In buona sostanza,nel contesto di un licenziamento collettivo, un semplice
preavviso, che si limiti a indicare i motivi generali del provvedimento, senza
spiegare “il caso eccezionale” a giustificazione dell’allontanamento della
lavoratrice gestante “non soddisfa i criteri della direttiva sulla maternità
89/391/Cee, modificata dalla 2007/30/Ce. La vicenda esaminata dalla Corte riguarda
una dipendente di un Istituto di credito spagnolo (la Bankia S.a.) che nel febbraio
2013 ha avviato una procedura di licenziamento collettivo, a seguito di un accordo
raggiunto con i sindacati sui criteri da adottare. (Com)