New York – Quello della capacità di fare operazione di peacekeeping nelle zone più calde del pianeta “non è semplicemente un tema che riguarda il Consiglio di Sicurezza dell’Onu” bensì “il tema sul quale è in gioco il ruolo stesso e la credibilità delle Nazioni Unite”. E’ l’avviso che il premier Paolo Gentiloni lancia a New York ai leader del Consiglio di Sicurezza, nel corso del suo intervento al dibattito sulla riforma, poi approvata, del sistema di peacekeeping dell’Onu. L’agenda della comunità internazionale per il mantenimento della pace nei focolai più a rischio, dall’Africa alla Corea del Nord passando per il Medio Oriente, “deve essere orientata a un approccio olistico, che coinvolga allo stesso tempo sicurezza, diritti umani e sviluppo. E’ mia forte convinzione – dice il premier – che una pace durevole possa essere perseguita solo adottando un approccio multilaterale” che si preoccupi di tutti gli aspetti “dalla possibile prevenzione al necessario peacekeeping, fino a eventuali interventi di sostegno post-conflitto, di riconciliazione nazionale e sui processi di sviluppo sostenibile”. (9colonne)