(28 settembre 2017) Due bandi di cooperazione, uno in ambito scientifico e l’altro in ambito industriale, vanno ad incrementare la partnership in piedi ormai dal 2002 tra Italia e Israele e basata su un accordo di cooperazione, industriale, scientifica e tecnologica. “In questo modo – spiega Stefano Boccaletti, addetto scientifico presso l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv – partecipiamo al rischio d’impresa dei vincitori, riservandoci di partecipare agli eventuali utili fino al rientro dell’investimento iniziale e non oltre”. Secondo Boccaletti, “Italia e Israele sono due sistemi strettamente complementari, e dal 2002 hanno messo a punto un accordo complessivo per un finanziamento di 10-12 milioni l’anno su una serie di progetti articolati per una cooperazione a 360 gradi”. E Natalie Gutman Chen, Head of the Economic and Trade Mission presso l’ambasciata israeliana a Milano, conferma che “ci manca quello che ha l’Italia per quanto riguarda la produzione, l’industria e in particolar modo lo sviluppo di progetti di business a lungo termine e possiamo collaborare proprio su questo”. Fabrizio Nicoletti, direttore centrale per l’innovazione e la ricerca della Direzione generale per la promozione del Sistema Paese, ha spiegato le grandi linee di una partnership “che dura da molti anni, che migliora di anno in anno e che ci può dare un contributo a livello scientifico. Invitiamo le nostre aziende ad approfittare degli strumenti che mettiamo a disposizione: diplomazia culturale, economica e scientifica sono i tre pilastri della nostra Direzione generale per la promozione paese, abbiamo 25 addetti scientifici all’estero, 2 addetti spaziali uno a Bruxelles e uno a Washington e un addetto per l’innovazione”.