Roma, 29 set – “La nostra è la comunità della scienza, dei ricercatori e dei docenti. Una comunità trasversale. Il 30% dei migranti italiani sono laureati e partono verso l’Europa. Vengono soprattutto dal nord, dal cosiddetto “asse trainante dell’economia italiana”. Si tratta di un’emigrazione culturale che è un surrogato di quella che un tempo era la mobilità interna. Se prima ci si spostava da Palermo a Torino, oggi chi emigra va direttamente fuori e non sempre parte da zone disagiate”. Così Antonio Ereditato, responsabile del PD di Berna, intervenendo al convegno “Il PD per gli italiani all’estero”, che si sta svolgendo presso la Camera dei Deputati. “Non parliamo più di fuga di cervelli – continua – perché a partire non sono solo cervelli ma gambe, braccia, cuori, ricordi. E il problema non è solo che partono gli italiani con alta specializzazione, ma che non c’è uno scambio di competenze con gli altri paesi sviluppati. Nel caso dell’alta qualificazione il rapporto per l’Italia è altamente sfavorevole e soprattutto manca un fattore fondamentale per il settore della ricerca: la mobilità. I nostri ricercatori non tornano più per quattro motivi: mancanza di risorse, mancanza di meritocrazia, mancanza di ascensore sociale, eccessiva burocrazia”, conclude Ereditato. (Fas)