Roma, 29 set – “Un errore ricorrente consiste nel mettere gli emigrati contro gli immigrati e viceversa. In questo modo non si tiene conto che nell’attuale contesto di globalizzazione si tratta di due aspetti intrinsecamente connessi. I titoli giornalistici enfatizzano le ingenti spese sostenute per la formazione degli italiani che espatriano: secondo i dati Ocse 134.000 dollari per il diploma, 178.000 per la laurea magistrale e 228.000 per il dottorato. Ma costano altrettanto gli immigrati che vengono in Italia con un titolo di studio alto. Nel 2015, secondo il bilancio cui siamo pervenuti nella nostra ricerca, lo stock di laureati italiani recatisi all’estero erano all’incirca mezzo milione e altrettanto (se non un po’ di più) quello dei laureati stranieri venuti in Italia. Spostarsi per cogliere migliori opportunità è positivo, a condizione che anche l’Italia sappia attrarre altro personale qualificato dall’estero, come riesce alla Germania, alla Gran Bretagna e ad altri paesi. Il vero pericolo è solo la mancanza di circolazione di questo personale, che invece è notevole nei paesi citati”. Lo dice Franco Pittau, del Centro Studi e Ricerche IDOS, al convegno sugli italiani all’estero.
(Sis)