Roma, 2 ott – “Il PD è stato in questi suoi dieci anni di vita l’erede di quella tradizione cristiana e socialista a cui ho accennato e l’architrave politico e democratico nelle nostre comunità all’estero. È stato il Partito che ha saputo tenere insieme quell’universo vario di mondo politico di centrosinistra, di mondo sindacale, di realtà associative laiche e cattoliche, di impresa cooperativa. Lo è stato fino al 2013. Oggi rischia l’isolamento, rischia di arrivare al 2018 sfibrato e alleggerito, non più punto di riferimento e collante delle nostre collettività e delle nostre migliori tradizioni e realtà associative, ma collettore di rabbie, frustrazioni e generatore di divisioni del nostro stesso campo”. Lo ha detto Eugenio Marino, che ha da poco passato il testimone di Responsabile degli Italiani all’estero del Partito Democratico alla ricercatrice italiana negli Stati Uniti Anna Grassellino, intervenendo al convegno dal titolo “Il PD per gli italiani all’estero. Una legislatura feconda”, promosso dal Gruppo PD alla Camera venerdì 29 e sabato 30 settembre. L’isolamento del Partito democratico “sarebbe una disfatta non solo per il PD, ma per le altre forze di Sinistra, per le tradizioni che ho provato a raccontare, in definitiva, per le nostre comunità – ha continuato Marino -. Ecco perché, dicevo all’inizio, dal rapporto tra comunità italiane nel mondo e PD passa in buona parte il destino delle nostre stesse comunità e il loro rapporto con l’Italia. Facciamo di tutto perché ciò non avvenga. E chi ha ruoli anche all’estero, quanto più importanti, non li usi per esercitare prepotenza e coercizione, che umiliano e dividono, perché ha maggiori e più importanti responsabilità per esercitare dialogo e unità nel PD e nel centrosinistra”, è l’appello di Marino. (Red)