Un appello agli italiani residenti in Gran Bretagna: iscrivetevi all’Aire. E una promessa: rafforzeremo i servizi del consolato di Londra e riapriremo al più presto quello di Manchester. Il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola torna al Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato per aggiornare sugli sviluppi delle trattative sulla Brexit, e in particolare sulle sorti dei moltissimi cittadini italiani che vivono e lavorano in Gran Bretagna. E fa numeri alti: sono oltre 300mila i nostri connazionali che risultato iscritti all’Aire “ma stime credibili ci dicono che gli italiani non emersi che vivono stabilmente in Gb e Galles potrebbero essere altri 300 mila”. E allora arriva l’appello, quasi accorato: “Il messaggio che deve arrivare è di iscriversi all’Aire, perché così abbiamo una capacità migliore per lavorare con loro durante il negoziato. Abbiamo un problema di sommerso, ricordo che l’iscrizione all’Aire non è facoltativa e ci permette di avere una radiografia aggiornata di quanti siamo e di fare sistema”.
Amendola spiega che “dobbiamo mettere rapidamente in sicurezza i diritti dei nostri cittadini in Gran Bretagna: servirebbe anche a sdrammatizzare le tensioni relative alla trattativa per la Brexit. Non è un lavoro che si può concludere entro poche settimane, bisogna insistere sfruttando ogni occasione utile: è importante portare avanti una azione unitaria e compatta a livello di Sistema Italia. Al commissario Barnier è stato fatto presente che non potremo mai accettare un accordo che comprometta il rispetto di tutti i diritti”. In particolare “temiamo che vengano a modificasi le procedure di acquisizione dei diritti relativi per esempio al lavoro e all’assistenza sanitaria”.
Intanto però le richieste di servizi consolari, dopo il referendum del 2016, sono aumentate a dismisura, mentre i mezzi a disposizione degli uffici consolari britannici ancora no. “Dobbiamo rafforzare la macchina consolare, in seguito all’aumento delle richieste di servizi dopo la Brexit. Le prime misure riguarderanno il rafforzamento dell’organico del consolato di Londra: si tratta di soluzioni temporanee ma che dimostrano quanto urgente sia la situazione. Lavoriamo con il Mef affinché possano essere approvate nella prossima legge di bilancio delle assunzioni per fronteggiare al meglio l’emergenza. Ma anche la riapertura del consolato generale di Manchester diventa una priorità”.
(Sis)