Il Quotidiano Nazionale intervista lo psicologo dell’Università McGill di Montreal Alain Brunet che dopo la serie di attentati in Francia si è specializzato nella cura delle ferite psicologiche — non inferiori a quelle fisiche — dei superstiti delle stragi, con la psicoterapia e una pillola. Ora si vedono i primi risultati e il suo metodo viene seguito da molti superstiti. “Dopo gli attentati sono andato a Parigi e ho incontrato molte persone profondamente sofferenti e ferite nell’animo — racconta Brunet –. A volte una ferita fisica guarisce prima e si dimentica. Così ho deciso di offrire il mio aiuto, un metodo di psicoterapia abbinato alla farmaceutica facile e dai risultati sorprendenti: Paris Memo. È un trattamento che dura sei settimane: è in grado di lenire il dolore mentale che ferisce anche a distanza di un anno dall’evento. Nella prima sessione il paziente prende una tavoletta di Propranololo (un farmaco betabloccante utilizzato contro l’ipertensione arteriosa, l’emicrania, nel controllo dell’ansia) e dopo un’ora scrive la storia del suo trauma su una o due pagine. L’ultimo step è leggere ciò che ha messo nero su bianco: questo processo lo ripeto per sei settimane”.
LA MEMORIA TRAUMATICA – “Il farmaco, sviluppato negli anni Settanta, incide sulla portata emotiva del ricordo, rendendola meno gravosa. Non cancella nulla. Ogni volta che un ricordo viene riattivato si trasforma per il solo fatto di essere tirato fuori, il mio ruolo è quello di riconsolidarlo nelle ore di terapia. Poco a poco, la memoria traumatica viene indebolita, attenuata, e si trasforma in un ricordo negativo col quale il paziente può convivere”. I primi effetti si vedono “Dopo circa quattro settimane. I pazienti mi dicono che quel che hanno scritto la prima volta non corrisponde più a ciò che sentono in quel momento”. (Red – 3 ott)