Di fronte ai rincari delle bollette, gli italiani sembrano avere finalmente imparato ad essere più parsimoniosi. O forse meglio, hanno imparato ad evitare gli sprechi, e quando possibile a prodursi da soli l’energia necessaria, attraverso l’uso di fonti rinnovabili. Secondo la relazione annuale del Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico infatti, in questi ultimi anni si è assistito a un forte calo dei prelievi dalla rete di elettricità ed ancor più di gas che da una parte “ha dato luogo ad aumenti delle tariffe unitarie”. Dall’altra però “il calo della domanda non è solo figlio della crisi economica: esso è anche il risultato della benefica trasformazione dell’utenza a seguito della transizione energetica. Maggiore efficienza energetica, maggiore produzione domotica e decentralizzata (25% del totale prodotto nazionale), maggiore autoconsumo”. Insomma, l’utente non solo risparmia, ma talvolta si produce energia da solo.
Altre notizie positive arrivano dal fatto che sempre più utenti privati scelgono tariffe a libero mercato (circa il 33%) a prezzi inferiori rispetto a quelli di tutela, eppure spiega il garante che “non si può omettere di riscontrare in alcune politiche pubbliche, talvolta eccessive, visibili distorsioni. In particolare nel settore elettrico si è generato un gap rilevante tra i prezzi pagati dai consumatori finali nei mercati al dettaglio ed i corsi sui mercati all’ingrosso. Segno preoccupante di veri e propri mercati a due velocità. Questo fenomeno – non solo italiano – confina l’effetto della regolazione pro-concorrenziale (per l’Italia) soltanto ad una parte intorno al 50% del prezzo finale pagato da cittadini ed imprese”.
(Sis)