Bazar – È in corso la visita del presidente di Croce Rossa, Francesco Rocca, al campo della località di Cox’s Bazar, nella quale oltre 500.000 persone in fuga dalle violenze nello stato di Rakhine si sono riversate, dopo un duro viaggio per oltrepassare il confine tra Myanmar e Bangladesh. Queste persone scappano da violenza e morte. La maggioranza sono donne e bambini. Sono stati privati di tutto e vivono in una realtà di sovraffollamento, da un mese senza accesso ad acqua pulita o servizi igienici. Questo sta creando un grave rischio di malattie causate dall’acqua, come il colera. “Qui manca tutto – spiega Rocca – dall’acqua potabile all’elettricità”. “Le condizioni – continua il presidente di CRI – sono davvero gravissime. Sono rimasto scioccato. È pesante e frustrante, ti senti impotente di fronte a questi fenomeni. A Cox’s Bazar puoi camminare anche per due ore e mezza di seguito e lo scenario non cambia”. Ecco perché la Croce Rossa Italiana, già nei prossimi giorni, sarà in prima linea, inviando medici e infermieri e poi lavorerà per fornire il supporto psicosociale, insieme alla Croce Rossa Danese e alla Mezzaluna Rossa del Bangladesh. (9Colonne)