“Un emendamento avrebbe risolto tutto, ma dopo la fiducia non è stato possibile vincere già alla Camera la nostra battaglia. Dopo il nostro appello e grazie all’iniziativa del Presidente della Commissione Affari Costituzionali, Andrea Mazziotti, il Governo si è impegnato a risolvere al più presto la questione del voto di noi cittadini studenti e lavoratori fuori sede o nel passaggio al Senato o comunque con un provvedimento governativo d’urgenza prima della fine della legislatura. Un passo avanti dopo anni di silenzio da parte delle istituzioni. Ora il nostro lavoro proseguirà affinché all’impegno assunto segua un’attuazione concreta”. Lo afferma il gruppo di associazioni che martedì ha lanciato una petizione-appello al governo sul tema.
“Oggi ci sentiamo ascoltati, ma continueremo a combattere per poter esercitare un nostro diritto: votare nella città in cui studiamo o lavoriamo senza essere costretti a lunghi viaggi. La legge elettorale è un’occasione da non perdere per superare una discriminazione tra noi fuori sede in Italia e tra i cittadini italiani temporaneamente all’estero” proseguono le associazioni.
Hanno promosso l’appello il Comitato Io Voto Fuori Sede, il Forum Nazionale Giovani, il sito Skuola.net, le associazioni Rena, Erasmus Student Network Italia, i Giovani Democratici, il Comitato Ventotene, l’Adi (Associazione dei dottorandi e dottori di ricerca), le associazioni studentesche Link Coordinamento Nazionale Universitario e UDU – Unione degli Universitari, Forza Europa, il think tank Tortuga, la rivista Strade, l’Associazione Nazionale Famiglie Emigrati e l’Unione Nazionale delle Associazioni degli Immigrati e degli Emigrati.
(13 ott – PO / red)
