“Il presidente Usa Trump sostiene che l’accordo con l’Iran sul nucleare è pessimo? Senz’altro, l’intesa ha punti deboli. Ma l’alternativa, cioè nessun accordo, sarebbe infinitamente peggiore”. Perché? “La comunità internazionale non avrebbe alcuna chance di monitorare e controllare lo sviluppo del programma nucleare. Adesso questa possibilità c’è”. Così, in un’intervista ad Avvenire, l’ex segretario della Nato, Anders Fogh Rasmussen, in questi giorni a Roma per alcuni meeting a porte chiuse con esperti di politica internazionale. Per Rasmussen, sul tema Iran, “Bisogna restare dentro l’accordo, ma controllando in modo stringente che l’Iran adempia tutti gli impegni assunti”. Venendo alla spina nel fianco rappresentata per l’Italia e l’Europa dalla Libia, l’ex segretario dell’Alleanza Atlantica sottolinea che si tratta ancora di “un ‘failed State’, che avrebbe bisogno di maggior aiuto dalla comunità internazionale. E ritengo che la Nato debba essere più attiva”. Ovvero, “Potrebbe dispiegare un intervento in Nordafrica e nel Medio 0riente. Penso a una training mission in Libia e Iraq, che contribuisca a consolidare le istituzioni locali, ad addestrare le forze di sicurezza e stabilizzare quelle aree. Inoltre, l’Ue dovrebbe vigilare di più le proprie frontiere esterne, in modo congiunto. È poco corretto che Italia, Grecia, Spagna e Portogallo continuino a portare questo fardello da soli”. (11 ott – red)
