“Ci sono le risorse per mantenere l’impegno politico di un aumento di 85 euro medi mensili e la conferma del bonus di 80 euro anche a chi, con gli aumenti, dovesse superare le soglie di reddito previste dalle norme del bonus”. Così il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, in un’intervista al Messaggero, parla della legge di bilancio e fa il punto sul rinnovo del contratto con l’obiettivo è far scattare gli aumenti entro la fine della legislatura: “Il mio auspicio è che si faccia il prima possibile. Oggi ci sono le condizioni normative ed economiche per rinnovare il contratto. A questo punto possono iniziare anche trattative a oltranza”. Inoltre precisa: “Se i datori di lavoro privati vogliono seguire la stessa strada del contratto pubblico sono liberissimi di farlo. La struttura degli 80 euro non sarà cambiata”. Quindi replica a Susanna Camusso che minaccia lo sciopero generale: “In democrazia ciascuno fa legittimamente la propria parte. Tuttavia devo dire che mi risulterebbe strano addirittura uno sciopero contro questa manovra che, tra le altre cose, rinnova il contratto di lavoro a quasi tre milioni e mezzo di lavoratori tutelando i redditi più bassi”. E aggiunge: “Lo stanziamento sui contratti pubblici in stabilità, tolto il disinnesco dell’aumento dell’Iva, è la voce più importante. In tutto l’arco dell’esperienza di governo abbiamo lavorato per arrivare a questo risultato” ed inoltre “sul welfare si potranno fare ragionamenti in sede di contrattazione sul salario accessorio”. Un accenno anche al capitolo scuola: “Tra legge di bilancio e atto di indirizzo della scuola è previsto un riavvicinamento degli stipendi dei presidi a quello degli altri dirigenti della pubblica amministrazione”. Nel pubblico impiego sono state sbloccate 7.900 assunzioni, ma ce ne sono in previsione altre? “Nei prossimi sei anni usciranno 450 mila persone. Sfruttando questa gobba si potrà favorire l’ingresso di giovani nella Pa – afferma il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, in un’intervista al Messaggero -. Ma più del numero è importante come avverranno gli ingressi. Il blocco delle assunzioni ha creato il fenomeno del precariato storico. Il primo passo sarà risolvere questo problema usando le norme introdotte con la riforma del pubblico impiego. Chi ha avuto contratti a tempo con la Pa entrando per concorso, sarà assunto. Chi ha avuto contratti temporanei senza concorso, dovrà sostenere una selezione. Emaneremo una circolare che darà alle amministrazioni indicazioni chiare in tal senso. Il secondo passo sarà evitare che, in futuro, questo fenomeno si ripeta. Con l’attuazione delle disposizioni previste dalla riforma le assunzioni saranno fatte in base all’analisi dei fabbisogni concreti delle amministrazioni. Anche su questo ci saranno, a breve, indicazioni operative. I concorsi inoltre, saranno ‘intelligenti’”, “useremo le migliori esperienza nazionali e internazionali per le selezioni. Non saranno verificate solo le nozioni, ma anche la capacità di risolvere problemi e di innovare”. (18 ott – red)