Roma, 1 nov – Italiano ‘portoghese’ in Svizzera. Potrebbe sintetizzarsi così quanto accaduto in numerosi ristoranti svizzeri che sceglieva di livello medio-alto. Il 36enne pranzava o cenava da solo e poi al momento di saldare il conto ammetteva di non avere i soldi per pagare, oppure tentava il cosiddetto “vento” ovvero andar via con discrezione, senza saldare il conto. Lo ha fatto per ben 13 volte tra giugno e agosto di quest’anno a Lugano, Bellinzona e prima, in gennaio, una volta a Berna, per un totale di oltre 2.000 franchi. L’uomo, che spesso si concedeva pasti da oltre 100 franchi, è stato condannato ieri dal giudice di Lugano, Marco Villa, ad 8 mesi sospesi per 3 anni, oltre a 5 anni di espulsione dalla Svizzera. Pranzare, cenare e scappare, l’ultimo fenomeno per non pagare il conto, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti che oggi, sembra essere all’ordine del giorno: “C’è lo ‘scroccone’ seriale, quello stagionale e ci sono quelli della ‘zingarata»’ di gruppo. Tutti accomunati dalla capacità di cogliere l’attimo: scappare quando devono pagare il conto, abbandonando il ristorante o il bar dove hanno consumato. Con le comitive sono dolori. Lo sa bene il titolare di un ristorante in Piazza Della Repubblica a Gallipoli, in pieno centro storico: alla fine di agosto di quest’anno, per non pagare il conto del ristorante, una comitiva ha simulato un falso allarme bomba seminando il panico in strada tra i passanti con l’intenzione di distrarre il ristoratore. Questo addirittura l’escamotage architettato dal gruppo in vacanza a Gallipoli per non pagare il conto al ristorante”.
(red)