Luigi Di Maio, candidato premier di M5S, parla con Avvenire del suo programma, in cui parla di sgravi fiscali ed aiuti strutturali alle famiglie con figli. “Non c’è scampo – afferma -: dobbiamo fare deficit e sfocare la regola del per cento. Per rimettere in piedi il Paese e far ripartire l’economia e le famiglie servono investimenti e misure strutturali. Non ci dobbiamo far spaventare dal terrorismo del debito e del deficit, perché se continueremo ad aver paura resteremo succubi di un sistema che fino a oggi ci ha fortemente penalizzato. E prima delle ragioni dell’Europa, ci sono le ragioni delle tante famiglie che non ce la fanno e delle tante piccole e medie imprese che ogni giorno chiudono o finiscono nelle mani dell’usura. Un debito buono, che si ripaga da sé con lo sviluppo, è possibile. Da premier non voglio più ricevere condizioni o fare trattative sullo ‘zerovirgola’ per la sicurezza idrogeologica, la manutenzione delle strade, il trasporto pubblico, per gli investimenti innovativi di Industria 4.0 o per le energie rinnovabili”. Anche Renzi e Berlusconi chiedono di superare il Fiscal compact… “Però Berlusconi l’ha firmata. E Renzi l’ha rispettato raccogliendo giusto qualche sconticino, poi speso malissimo e contro l’interesse del Paese”. Quindi precisa: “Noi siano una forza pragmatica, riconosciamo che la famiglia è una forza del Paese e la sosteniamo, senza farci sopra tanti ricami teorici” e “con noi diventerà realtà la proposta di legge che prevede sei giorni di chiusura degli esercizi commerciali nel lotto dei dodici ‘festivi comandati’. Insieme a un fondo ad hoc per i piccoli negozianti. Vogliamo contrastare la cultura dei grandi centri commerciali che trasformano la domenica in una giornata che nega il riposo a tanti lavoratori e ‘impone’ il consumismo come stile di vita”. Inoltre aggiunge che se M5S uscirà come primo partito dalle elezioni “il Movimento avrebbe tutto il diritto di chiedere a Mattarella un mandato per formare il governo e noi sentiremmo forte la responsabilità di fronte al Paese e agli elettori di provarci e riuscirci. Senza alchimie strane, però, senza barattare il sostegno al nostro governo con poltrone e incarichi. Noi presenteremo il nostro programma, a cui stiamo lavorando da mesi e che è stato già votato in rete dai nostri iscritti, presenteremo la nostra squadra di ministri, e su questo chiederemo il sostegno del Parlamento e delle forze politiche. Dovranno scegliere nel merito e nell’interesse del Paese, non certo del loro. Lo stesso discorso vale anche per la Sicilia, se Cancelleri non avrà la maggioranza”. (2 nov – red)