Noi vogliamo con forza la verità su Giulio Regeni. La verità, solo quella. Per questo chiediamo da mesi chiarezza anche all’Università di Cambridge, come oggi fa il quotidiano La Repubblica. Il team che seguiva Giulio sta nascondendo qualcosa?”. L’inchiesta pubblicata questa mattina da Repubblica, che mira a far luce sulle reticenze della tutor di Giulio Regeni, la professoressa Maha Mahfouz Abdel Rahman, nell’ambito delle indagini, riapre il dibattito e soprattutto ridà forza alla questione della morte del giovane ricercatore italiano, e su Facebook anche l’ex premier e segretario del Pd Matteo Renzi torna a chiedere maggiore luce sulla vicenda. Dal punto di vista giudiziario, intanto, la Procura di Roma in una rogatoria inviata alla procura egiziana ha chiesto di ascoltare la professoressa Raman, oltre a tutti gli studenti che l’università di Cambridge ha inviato a fare ricerche al Cairo tra il 2012 e il 2015. Fabrizio Cicchitto, presidente della Commissione Esteri della Camera, ricorda che “sul caso Regeni abbiamo sottolineato l’esistenza di un “buco nero” costituito dall’Università dei Cambridge, il ruolo assai oscuro svolto dalla professoressa Maha Mahfouz Abdel Rahman, e dal punto di riferimento indicato in Egitto. Adesso emerge che lo stesso Regeni aveva dubbi sugli incarichi di ricerca che gli stavano dando. Ciò lo diciamo fermo rimanendo le responsabilità egiziane per il suo rapimento, la tortura e l’assassinio”. Secondo Marco Furfaro, di Campo Progressista, “dopo le reticenze prolungate per mesi da parte delle autorità egiziane sulla morte di Giulio Regeni, oggi emergono altri elementi inquietanti sui silenzi e sul ruolo della professoressa Maha Mahfouz Abdel Rahman, la tutor che curava la collaborazione del ricercatore italiano con l’Università di Cambridge. Chiediamo al Governo di mettere da parte le esitazioni avute negli ultimi mesi e di fare tutto quanto è in suo potere per abbattere il muro di omertà che ancora avvolge l’efferato omicidio del nostro connazionale”.