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Quei contratti pirata
da 900 euro lordi

it@withub.it by it@withub.it
9 Novembre 2017
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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(9 novembre 2017) Gran parte dei contratti nazionali di lavoro attualmente in vigore in Italia sono irregolari. Sono stati siglati da associazioni imprenditoriali non rappresentative con sindacati altrettanto privi di effettiva rappresentanza. Hanno lo scopo di risparmiare sul costo del lavoro e dunque prevedono condizioni peggiorative per i lavoratori, facendo concorrenza sleale a imprese e associazioni datoriali corrette. I lavoratori accettano i contratti capestro perché non hanno alternative.

Lo racconta oggi al Sole Tiziano Treu, l’ex ministro del lavoro ora alla guida del Cnel, ente che tra le sue incombenze ha anche quella di tenere aggiornata la banca dati dei contratti nazionali. Degli 868 censiti, quelli regolari non sono più di 300. Scorrendo l’elenco pubblicato sul sito del Cnel, tra i contratti depositati, spicca come nel solo settore metalmeccanico accanto al contratto principe, quello di Federmeccanica-Assistal, e a quello Fiat-Fca, compaiano altri 29 contratti, spesso firmati da sigle sconosciute a livello nazionale. Così – spiega il Sole – può accadere che un operaio metalmeccanico, in virtù di questi contratti al ribasso, abbia una retribuzione mensile lorda di 909 euro, rispetto a un operaio comune che parte da una base di 1.299 euro. In alcuni casi vengono reintrodotti meccanismi tipo gabbie salariali, con retribuzioni differenziate su base regionale.

Per i contratti “pirata” il risparmio sul costo del lavoro deriva non solo da minimi retributivi inferiori anche del 30% rispetto ai contratti di settore più rappresentativi, ma anche dall’assenza della quattordicesima mensilità, dal taglio di voci integrative, dalla mancanza di misure di welfare aziendale. Treu ha annunciato che d’ora in poi il Cnel indicherà con un bollino blu, sul suo sito, i contratti regolari. Solo chi li ha firmati potrà concorrere agli appalti o agli incentivi pubblici. Il bollino blu sarebbe anche un modo per tornare a dare un senso al tanto bistrattato Cnel.

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