• Home
  • Pagina di esempio
9Colonne
No Result
View All Result
No Result
View All Result
9Colonne
No Result
View All Result
Home Home page In evidenza top news

REFERENDUM, IPSOS: UN ANNO DOPO “NO” AL 61%

it@withub.it by it@withub.it
28 Novembre 2017
in In evidenza HP, In evidenza top news, Pubblicazione
0
0
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

Un sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera, ad un anno dal referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, il cui esito ha determinato le dimissioni del governo Renzi, registra uno scenario immutato: l’affluenza alle urne sarebbe di poco inferiore (65% contro il 68% effettivo), i contrari prevarrebbero nettamente attestandosi a 61% (contro il 59,1% di 12 mesi fa). “Le motivazioni del voto di un anno fa sono molteplici – si legge nella analisi del sondaggista Nando Pagnoncelli -. Invitati ad indicare le due principali, il 73% degli intervistati menziona la propria valutazione personale sui contenuti specifici della riforma. Al secondo posto, tra i motivi del voto, si colloca il giudizio sul governo Renzi, citato da due italiani su tre (64%), soprattutto tra i sostenitori del No (66%); a seguire troviamo il parere dei costituzionalisti (35%), che sono apparsi più convincenti ai contrari alla riforma (39%) rispetto ai favorevoli (30%). Infine, decisamente minore e risultata l’influenza della cerchia ristretta di familiari, amici e conoscenti (9%), come pure il parere dei leader politici più vicini (9%). Dalle risposte al sondaggio gli elettori sembrerebbero aver scelto in modo ponderato, sulla base del merito delle modifiche proposte. In realtà si tratta di un processo di razionalizzazione della scelta di allora: basti pensare che alla vigilia del referendum solo il 15% dichiarava di conoscere in dettaglio i contenuti della riforma – aspetto del tutto comprensibile in ragione della scarsa familiarità della maggioranza degli italiani con i temi costituzionali – e, analizzando i singoli punti che la caratterizzavano (trasformazione del Senato, riduzione dei senatori, eliminazione del Cnel, delle Province, ecc.), si registrava un largo consenso, sebbene alla domanda sulle intenzioni di voto nei sondaggi dal mese di luglio in poi prevalesse costantemente il No. Il voto, infatti, ebbe una forte valenza politica, fu in larga misura un referendum pro o contro Renzi, il quale promise di farsi da parte nell’ipotesi di bocciatura: per gran parte dei suoi oppositori si trattò di una promessa molto invitante, accompagnata dall’aspettativa di nuove elezioni e di un cambiamento della maggioranza di governo. Nonostante le profezie, talora apocalittiche, da parte dei sostenitori dei due schieramenti durante la campagna referendaria, secondo il 60% degli italiani l’esito non ha avuto alcuna influenza e in Italia le cose sono rimaste esattamente come prima. Una minoranza (17%) è del parere che la situazione sia peggiorata e il 7% che sia migliorata. Le opinioni divergono tra coloro che votarono Sì e quelli del No: tra i primi la maggioranza relativa (48%) ha riscontrato un peggioramento della situazione, tra secondi il 78% ritiene che non sia cambiato nulla. Quanto al futuro, il 30% degli elettori ritiene che il responso delle urne renderà impossibile per lungo tempo modificare la Costituzione, a causa della difficoltà sia di trovare un ampio accordo in sede parlamentare che di ottenere il sostegno dei cittadini; al contrario la maggioranza (56%) non ritiene che la bocciatura possa rappresentare un impedimento a qualsiasi processo di riforma. Tra i sostenitori del Sì prevalgono i pessimisti (58%), tra quelli del No i possibilisti (64%). Insomma, a distanza di un anno dalla bocciatura della ‘madre di tutte le riforme’, tra gli elettori non affiora alcun ripensamento: il risultato oggi sarebbe la fotocopia di quello dello scorso 4 dicembre. Al contrario affiorano molti dubbi su chi in futuro potrebbe avere il coraggio di mettere mano a una nuova riforma costituzionale, sfidando la diffusa refrattarietà ai cambiamenti e il tifo da stadio”. (28 nov – red)

Related Posts

  • REFERENDUM, ZACCHERA (PDL): RINVIARLO DI UN ANNO

    Roma, 30 mar - “La sinistra presenta un ordine del giorno nei comuni per accorpare…

  • TENNIS: SEPPI CHIUDE L'ANNO AL NUMERO 23

    Montecarlo - Si chiude senza variazioni il 2012 del tennis mondiale. Nell’ultimo aggiornamento annuale della…

  • REFERENDUM, RAZZI: IN SVIZZERA NO AL 70%

    Roma, 16 nov - “Il voto all'estero? Alcune cose non funzionano, si dovrebbero fare i…

Previous Post

ENERGIA, PRYSMIAN GROUP A WIND EUROPE EXHIBITION AMSTERDAM

Next Post

NICCOLO’ CIATTI: FAMILIARI E STUDENTI INCONTRANO GRASSO

Next Post

PRIMA TOURNÉE IN GIAPPONE PER IL VOLO

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • OLIMPIADI: PODCAST RAIPLAY, DIECI ATLETI SI RACCONTANO
  • OBESITÀ, SCHILLACI: LEGGE PASSO IN AVANTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE
  • POLIZIA, LEONE XIV RICEVE NUMERO SPECIALE POLIZIA MODERNA “PACE E SICUREZZA”
  • BANDECCHI, AVS, PD, M5S, PSI E RC: ORA BASTA, SINDACO SI DIMETTA
  • CNR, STUDIO RICONDUCE IL DIPINTO DI TURNER AL PONTE DEL DIAVOLO DI BLERA (VT) (3)

Commenti recenti

Nessun commento da mostrare.
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

No Result
View All Result
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.