Il ministro dell’Ambiente Galletti, in una intervista al Mattino, ribadisce che per l’impianto di Taranto “non c’è un piano B”. “Mi auguro che nessuno vada a caccia di voti sulla pelle della città di Taranto” avverte dopo la decisione della Regione Puglia di impugnare al Tar il decreto sul Piano ambientale dell’Ilva. E aggiunge: “Sono a dir poco stupito da questa posizione, non capisco come si possa cercare di rimettere in discussione la cessione del Gruppo che ha come presupposti un Piano industriale forte, un’azienda seria pronta all’acquisto e un Piano di ambientalizzazione che è il migliore mai visto. Non c’è un piano B”, “non posso non considerare questa decisione molto pericolosa per il futuro della trattativa e, dunque, dello stesso polo industriale” e “francamente l’unica cosa che posso dire è che la mia coscienza è a posto mentre quella di altri non lo so. E’ da irresponsabili comportarsi così. Noi abbiamo fatto procedure trasparenti sempre e per di più abbiamo lasciato per un mese in consultazione pubblica la proposta di modifica dell’Aia, l’Autorizzazione di impatto ambientale. Sono state recepite alcune delle osservazioni e rispettati i tempi. Chi ha deciso di impugnare il decreto se ne assume per intero la responsabilità”. E conclude: “Se ci si oppone alla scelta del governo di modificare l’Aia tenendo però sempre aperto e dunque pienamente operativo il polo di Taranto allora non c’è alcun Piano ambientale che tenga. C’è, al contrario, un’opposizione pregiudiziale che non può essere condivisa: per noi, e lo abbiamo detto e ripetuto in ogni circostanza, lo stabilimento deve continuare a lavorare in attesa di concludere la trattativa con i nuovi acquirenti nel rispetto, peraltro, dei limiti sulle emissioni che già sono in vigore. Sono i sei milioni di tonnellate annue di produzione che resteranno il tetto massimo possibile fino alla conclusione degli interventi di carattere ambientale. Vorrei ricordare che già oggi parliamo di emissioni del tutto compatibili con ogni parametro previsto dalle norme italiane ed europee in materia di sicurezza ambientale”. (30 nov – red)