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NAZISKIN, ORLANDO: SCIOGLIERE QUEI GRUPPI

it@withub.it by it@withub.it
5 Dicembre 2017
in In evidenza HP, In evidenza top news, Pubblicazione
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In una intervista a Repubblica il ministro della Giustizia Andrea Orlando si dice favorevole allo scioglimento dei gruppi neofascisti e neonazisti: “La normativa spinge già in quella direzione. Quando ci sono messaggi che richiamano parole d’ordine del fascismo, e perdi più vengono veicolati con l’uso della forza e dell’intimidazione, deve intervenire lo scioglimento” ed ora “c’è da chiedersi se gli attuali strumenti normativi siano adeguati oppure no. E se vengono utilizzati abbastanza. Alla luce dei fatti a cui stiamo assistendo – un crescendo quasi seriale di episodi e provocazioni scatenate dai movimenti di estrema destra – credo sarebbe utile una ricognizione per capire il motivo per cui le incriminazioni sono così poche. Per questo mi confronterò con il Csm”. Secondo Orlando “l’interpretazione della legge Scelba è stata ed è troppo riduttiva. Se devi dimostrare che ci sono finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, non sempre l’applicazione risulta efficace. Perché molti gruppi dissimulano. Formalmente non vogliono ricostituire il partito fascista, ma nella pratica portano avanti messaggi e ideologie che riconducono al fascismo. In più dovendo questa legge tenere conto della sentenza definitiva, è chiaro che impone dei tempi non rapidi. La Mancino invece dovrebbe fare uno sforzo in più. E di questo, ripeto, dobbiamo discutere”, “serve un salto di qualità. Non guardare all’aspetto soggettivo, vale a dire ciò che sostengono di essere questi gruppi, che furbescamente si definiscono in una certa maniera, in molti casi proponendosi come associazioni culturali o di promozione sociale, ma all’aspetto oggettivo. Ai valori, chiamiamoli così, di cui si fanno portatori. E alle modalità con cui li diffondono. Importante è anche valutare il tipo di struttura di queste formazioni”. E del caso del Veneto Fronte Skinhead a Como dice: “Un conto è se si fossero limitati a distribuire i volantini. Invece sono entrati in quel centro culturale e hanno imposto la lettura del comunicato”, “hanno una struttura gerarchica, quasi paramilitare, finalizzata a incutere timore”, “in casi eccezionali si può procedere d’urgenza. Con un provvedimento immediato. È uno strumento a cui si ricorre poco. Forse perché l’idea di mettere al bando con un atto amministrativo un’organizzazione politica puo’ suonare illiberale”. Casa Pound e Forza Nuova sono ammesse alle elezioni e quindi sono legittimate… “Partecipare alle elezioni non è un salvacondotto per essere legittimati. Anche il partito nazista ando’ al governo con le elezioni”. Perché è montata l’onda nera del nuovo fascismo? “Per tre fattori. Primo: la crisi sociale, con la guerra tra ultimi e penultimi. Secondo: l’abbandono delle periferie da parte della politica, che ha lasciato vere praterie a gruppi che fanno quello che un tempo faceva la politica democratica. Costruendo rapporti con lo sport e l’associazionismo. Terzo: a sinistra è diminuito il richiamo a certi valori e simboli, antifascismo in primis. Dopo averli dismessi, è difficile recuperare. Questo processo è facilitato anche dalle posizioni settarie di chi ha preteso di avere l’esclusiva dell’antifascismo”. E conclude: “Per fermare l’onda nera ci vuole uno schieramento largo e compatto. Che vada oltre la sinistra e oltre le distanze politiche tra i partiti. Ho apprezzatole parole di condanna di Maroni e di Bossi e anche l’adesione dell’M5Scon il candidato alla Regione Lombardia, Dario Violi”. E annuncia quindi che sara’ presente sabato a Como e “mi auguro che non resti un’iniziativa isolata. Bisogna ricreare una cultura antifascista collettiva permanente. Che nasca un comitato nazionale che si radichi in tutto il territorio con Comitati unitari. Perché di fronte a questi rigurgiti gli strumenti repressivi servono. Ma deve tornare la riprovazione sociale”. 5 dic / red

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