E’ allarme gas in Italia. Questa mattina è stato interrotto in Austria il flusso proveniente dalla Russia per fronteggiare un incendio avvenuto presso il tratto di rete gestito dall’operatore Gas Connect. Di conseguenza è stata sospesa l’operatività del gasdotto che collega attraverso l’Austria il nodo di Baumgarten fino all’ingresso di Tarvisio della rete nazionale italiana. Dal ministero dello Sviluppo economico spiegano che “la fornitura di gas ai consumatori italiani è comunque assicurata in quanto la mancata importazione viene coperta da una maggiore erogazione di gas dagli stoccaggi nazionali di gas in sotterraneo”. Intanto però in base al regolamento europeo e al piano di emergenza nazionale il ministero ha dichiarato lo stato di emergenza “e monitora costantemente la situazione in contatto con gli operatori interessati al fine di verificare i tempi necessari per la ripresa dei flussi”. L’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi rassicura sulla portata dell’incidente, spiegando che il gas proveniente dall’hub di Baumgarten “copre poco più del 30% del fabbisogno italiano e di questo Eni ha l’80%” e che “se finisse domani non sarebbe un problema, se dura qualche giorno o settimana lo possiamo compensare. Tra gli addetti ai lavori non c’è allarmismo, è un problema tecnico meccanico che andrà a ridursi” ma nel contempo spiega che “il gas oggi ha vissuto un problema che è normale quando l’Italia, come ‘Europa, fa dell’import tutto, con l’Italia che importa il 90% e l’Europa il 70% ed è energia necessaria. E’ avvenuta questa fragilità che può essere sconfitta solo con la diversificazione attraverso lng e pipeline”. Insomma, come dice il ministro Carlo Calenda, “se avessimo il Tap, oggi non dovremmo dichiarare lo Stato di emergenza per questa mancanza di fornitura. E’ inaccettabile che si blocchi un gasdotto, è inaccettabile che si mandi via un investitore”.
(Sis)