Non è stata ancora neanche pubblicata in Gazzetta ufficiale, eppure la legge sul testamento biologico fa già (o fa ancora) discutere. Esaurite le discussioni sulla finalità generale della legge, che consentirà a chiunque di disporre del proprio fine vita anche attraverso le disposizioni anticipate di trattamento, ora lo strascico polemico è costituito dalla prevista impossibilità, da parte dei medici, di fare obiezione di coscienza: una previsione che ha già creato scompiglio nelle moltissimi cliniche cattoliche esistenti in Italia, e anche in una buona fetta del Parlamento, con il deputato leghista Alessandro Pagano che si è rivolto direttamente al ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “Crescono gli appelli ai medici cattolici e aumenta in tutta Italia il fronte dei contrari alla legge sulle Dat – ha spiegato Pagano in una interrogazione alla Camera – Dopo l’ospedale religioso del Cottolengo, anche la clinica cattolica Miulli di Acquaviva delle fonti, in provincia di Bari, si oppone al biotestamento, si rifiuta cioè di applicare questa legge che configura la somministrazione di acqua e cibo come terapia medica e non come sostegno vitale”. Due esempi, prosegue Pagano rivolgendo questa volta al Quirinale, di una “onda crescente di indignazione, di fronte al rischio che si crei una profonda frattura a livello sociale e culturale nel Paese con l’applicazione di questa legge, il presidente Mattarella non può rimanere insensibile. Rinvii la legge alle Camere. Se ne occuperà con tutta la serenità del caso il prossimo Parlamento”. Il ministro Lorenzin dal canto suo ha assicurato in aula: “Seguirò con grande attenzione la messa in pratica e in caso intraprenderlo le azioni necessarie volte a salvaguardare l’effettivo funzionamento del sistema sanitario. E’ mia intenzione incontrare i rappresentanti delle cliniche cattoliche appena la legge entrerà in vigore per valutare la contemperanza tra la libertà di applicazione della legge e quella del medico di seguire la propria coscienza”.
(Sis)