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L’Operazione in scena
al Teatro Roma

it@withub.it by it@withub.it
22 Dicembre 2017
in Archivio speciali - Teatro
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“L’OPERAZIONE” CON CATANIA, VAPORIDIS, MATTIOLI

Sarà in scena al Teatro Roma (via Umbertide 3, P.zza S. Maria Ausiliatrice)– in prima nazionale – dal 9 gennaio all’11 febbraio – “L’operazione”, spettacolo scritto e diretto da Stefano Reali. In scena, un cast d’eccellenza: Antonio Catania, Nicolas Vaporidis con Maurizio Mattioli, con la partecipazione straordinaria di Gabriella Silvestri e con Marco Giustini. Siamo a Roma, è il 7 luglio 1990: il giorno della semifinale Italia-Argentina del Mundial. Secondo alcuni, la migliore Italia di sempre. Non c’erano telefonini, non c’era Wattsapp, c’era a malapena Internet, ma da poco. Non c’erano i Social Network. Non c’era l’Euro, c’erano ancora le Lire. Ma c’era tanta vita vera, non “virtuale”. Massimo, grazie ad una raccomandazione, riesce a farsi ricoverare nel reparto Ortopedia di un grande ospedale romano. A trentacinque anni, vuole sottoporsi ad una ricostruzione dei legamenti del ginocchio, altrimenti dovrà smettere di giocare al calcio, la sua grande passione. Ma il suo compagno di stanza Luigi, un lungodegente “veterano” dell’ospedale, lo induce a riflettere sulla futilità di quell’intervento al ginocchio: Luigi gli racconta delle sofferenze delle centinaia di pazienti costretti ad aspettare anche degli anni, in lista d’attesa, prima che si liberi un posto letto in ospedale. Lo stesso Luigi, con le gambe straziate da ripetuti e vani interventi chirurgici, inculca lentamente a Massimo  dei dubbi sul buon esito del suo intervento, al punto da farlo esitare sull’opportunità di operarsi… Ma chi è Luigi in realtà? La sua malattia potrebbe essere solo una simulazione, e far parte di un imbroglio gigantesco, che copre un “mercato di letti” ospedalieri?  E chi è Massimo in realtà? È solo un paziente ingenuo, o ha qualcosa a che fare con la Direzione Sanitaria, dove qualcuno ha deciso di smascherare quel mercato di letti?  Chi è il truffatore, e chi è il truffato?  Il povero Massimo non sa più da che parte girarsi, sa solo che la sua coscienza lo spinge ad incastrare Luigi. Forse in cambio di qualcosa? Il problema è che il suo compagno di stanza non è solo scaltro. È anche maledettamente simpatico.

 
IL TRIO PANARIELLO-CONTI-PIERACCIONI SBARCA A NEW YORK

Dopo aver conquistato il pubblico italiano con 31 date sold out nei principali palasport italiani, Giorgio Panariello, Carlo Conti E Leonardo Pieraccioni si preparano a conquistare New York con una data esclusiva il 13 aprile al Beacon Theatre. Uno spettacolo a 360 gradi in cui cinema, teatro e televisione si intrecciano per un varietà unico che vede Panariello, Conti e Pieraccioni insieme di nuovo sul palco, a oltre vent’anni di distanza dal loro debutto per uno spettacolo inedito ricco di sorprese e di emozioni e che li vedrà coinvolti in sketch divertenti con uno sguardo sempre rivolto all’attualità.


TORNA “ROMEO E GIULIETTA AMA E CAMBIA IL MONDO”, IN SCENA DAL 14 FEBBRAIO

Nel giorno di San Valentino “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” riprende le rappresentazioni in tutta Italia. Il musical – tratto dall’opera di William Shakespeare e prodotto da David e Clemente Zard – torna a calcare il palcoscenico dei principali teatri italiani a grande richiesta di pubblico, dopo due anni di assenza: la data prescelta per la partenza del nuovo tour non poteva che essere quella del 14 febbraio. La nuova tournée italiana di “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” partirà da Milano (Teatro Ciak) per poi proseguire a Torino (10 e 11 marzo al Palalpitour); Padova (dal 23 al 25 marzo al Teatro Geox); Genova (dal 6 all’8 aprile al Teatro Carlo Felice); Napoli (dal 12 al 15 aprile al Teatro Palapartenope); Bari (dal 19 al 22 aprile al Teatro Team); Bologna (dal 27 al 29 aprile all’Europauditorium); Firenze (dall’11 al 13 maggio al Teatro Verdi); Roma (dall’1 al 3 giugno al Palalottomatica); Cosenza (dall’8 al 10 giugno allo Stadio San Vito). La regia e la direzione artistica sono di Giuliano Peparini, riconosciuto come uno dei registi più prolifici ed eclettici della scena internazionale. Con una carriera di oltre 20 anni all’estero (che lo vede anche a fianco di Roland Petit per i balletti all’Opéra de Paris, al Teatro Bolshoi di Mosca, all’Opera Nazionale di Tokyo, e al Teatro alla Scala di Milano) Peparini ha curato diverse produzioni teatrali, italiane e straniere, tra cui il suo personale adattamento de “Lo Schiaccianoci”, in scena al Teatro dell’Opera di Roma per tre stagioni consecutive. Peparini è stato anche direttore artistico e coreografo di quattro edizioni del talent televisivo “Amici”. “Romeo e Giulietta è lo spettacolo al quale sono più affezionato. Amo Shakespeare da sempre e questa tragedia è costantemente fonte di ispirazione per me” ha dichiarato Giuliano Peparini. “Riscrivere e creare questo spettacolo è stato un enorme piacere e al tempo stesso un dolore immenso perché non sono mai riuscito a staccarmi da questa opera drammatica dall’epilogo doloroso. Ho pianto, ho riso, mi sono arrabbiato ma ho amato. Ho tanto amato svegliarmi ogni mattina e ritrovare gli artisti con e per i quali ho creato questa storia che non morirà mai”. La versione italiana dello spettacolo musicale di Gérard Presgurvic, è firmata da Vincenzo Incenzo, affermato autore italiano che ha al suo attivo numerose collaborazioni con i più grandi artisti italiani, tra cui Renato Zero, Armando Trovajoli, Lucio Dalla e Antonello Venditti. Incenzo ha scelto di mantenere la struttura drammatica originaria dell’opera, ma ponendo al centro le emozioni dei personaggi, e ha preferito una lettura più antropologica che storica, tenendo fede alla stesura francese di Presgurvic. Le coreografie sono di Veronica Peparini, che con il suo stile tra i più particolari nel panorama artistico degli ultimi anni è divenuta una delle coreografe più affermate in Italia e all’estero. Il cast di prim’ordine, è formato da Davide Merlini (Romeo), Giulia Luzi (Giulietta), Luca Giacomelli Ferrarini (Mercuzio), Riccardo Maccaferri (Benvolio), Gianluca Merolli (Tebaldo), Leonardo Di Minno (Principe Escalus), Barbara Cola (Lady Capuleti), Roberta Faccani (Lady Montecchi), Graziano Galàtone (Conte Capuleti), Silvia Querci (Nutrice), Emiliano Geppetti (Frate Lorenzo) e il giovane  Renato Crudo che si alternerà a Davide Merlini nel ruolo di Romeo, e vede la partecipazione di 20 artisti tra ballerini e acrobati. “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” vanta inoltre un’equipe di creatori internazionali, e una troupe di 30 persone tra tecnici e produzione. Ci sono 23 cambi di scena e 270 costumi; le proiezioni luci e video sono su volumetrie ed elementi mobili che compongono l’impianto scenico, consentendo molteplici configurazioni e spazialità differenti. “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” debuttava il 2 ottobre 2013 all’Arena di Verona, con la ripresa Tv del giorno dopo, in diretta su RaiDue. Ad oggi, in Italia lo spettacolo è stato visto da 850 mila spettatori ed è stato rappresentato in 20 diverse città (per complessive 33 tappe e 332 rappresentazioni, di cui 33 matinées per le scuole). Il musical è stato messo in scena con enorme successo anche in Turchia in lingua italiana: 18 mila spettatori hanno affollato lo “Zorlu Center” di Istanbul a febbraio 2015 e poi nuovamente a novembre dello stesso anno. “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” ha anche avuto grandi riconoscimenti internazionali. In Italia è stato insignito di 4 Oscar del Musical il 21 settembre 2015: miglior Spettacolo Big (David e Clemente Zard); miglior Coreografia (Veronica Peparini); migliori Costumi (Frédéric Olivier) e il Premio Web.

ROMA, “AMORE TI ODIO”: IN SCENA LA GENDER OPPRESSION

Impegno e attualità arrivano il 28 dicembre sul palco di WEGIL – l’hub di Largo Ascianghi a Trastevere nato grazie all’impegno della Regione Lazio con Artbonus – con “Amore Ti Odio”, la performance di forum theatre del Teatro Invisibile che porterà in scena nello spazio architettonico concepito da Moretti un momento artistico di alto valore sociale per riflettere insieme sulla “gender oppression”, sulle “donne che amano troppo”. “Amare troppo è un’esperienza tanto comune per molte donne che quasi siamo convinte che una relazione intima debba essere fatta così. Quasi tutte abbiamo amato troppo almeno una volta, e per molte di noi questo è un tema ricorrente di tutta la vita”. Era il 1985 e Robin Norwood si rivolgeva con queste parole alle lettrici di “Donne che amano troppo”. Forse “l’amare troppo” nasconde molte paure: la paura di rimanere sole, la paura di non meritare un amore felice, la paura di essere ignorate o abbandonate. Ci si attacca morbosamente a qualcuno e pur di stare con lui si è disposte a sopportare tutto…anche la violenza fisica o psicologica che sia. Da qui parte la perfomance “Amore Ti Odio” che, coinvolgendo il pubblico secondo le tecniche del forum theatre, diventa un’occasione di spettacolo in cui il pubblico viene direttamente chiamato a partecipare, lavorando allo sviluppo stesso della storia, trasformando l’occasione in un momento non solo artistico ma anche intimo e di forte interazione: un “gioco” teatrale originale che si svolge sotto la guida del Teatro Invisibile, per incontrarsi e confrontarsi. L’Associazione Il Teatro Invisibile nasce nel 2017, dall’incontro di tre persone, interessate a coniugare gli strumenti del teatro e della musica con l’indagine psicologica e l’uso di questi mezzi come approccio educativo a questioni sensibili e socialmente rilevanti. Maria Antonia Fama è attrice, autrice teatrale e speaker radiofonica. Andrea Causapruna è chitarrista e docente di musica. Margherita Bulzacchelli è una psicoterapeuta gestalt-analitica e maestra di scuola dell’infanzia. I tre si sono incontrati grazie al progetto europeo “Rehearsal for life”, promosso dall’Associazione rumena A.R.T. Fusion, un long training course sul Teatro dell’Oppresso svoltosi in Kosovo e Romania. Riaperto l’8 dicembre 2017 e con presenze record nel primo fine settimana, WeGil è stato ristrutturato dalla Regione Lazio grazie a fondi regionali stanziati per il recupero dei beni immobiliari appartenenti al patrimonio storico regionale e alla campagna istituzionale Art Bonus, per diventare uno spazio che intende essere simbolo della creatività, della cultura, dell’inclusione e della partecipazione, ospitando mostre, convegni, eventi. Lo storico palazzo di Trastevere, concepito dall’architetto Moretti, è stato ripensato utilizzando i criteri dell’innovazione e della modernità.

MILANO, “VIRGINEDDA ADDURATA” DI GIUSEPPINA TORREGROSSA

Prendendo spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto, Giuseppina Torregrossa affronta una violenza antica e moderna: la discriminazione contro la donna “in quanto donna”, che spesso assume i connotati di una vera e propria “tragedia normale”, da nascondere agli uomini e confidare solo ai santi. Virginedda Addurata (Vergine adorata) con Egle Doria e Francesca Vitale, regia Nicola Alberto Orofino, produzione La Memoria del Teatro sarà in scena fino al 23 dicembre (ore 21) al Teatro Libero di Milano, nell’ambito della terza edizione della rassegna teatrale “Palco Off” dedicata ad autori, attori e storie di Sicilia.  Prima degli spettacoli verrà offerta al pubblico una degustazione di vini e prodotti tipici siciliani. Che succederebbe se potessimo leggere nei pensieri dei santi, che fissano chi li invoca immobili e impassibili nelle loro statue, apparentemente condiscendenti a tutto quanto esca dalle bocche dei fedeli? Giuseppina Torregrossa si pone un simile dubbio e dà vita a Santa Rosolia, la virginedda addurata, patrona di Palermo. L’autrice racconta, come sanno i lettori dei suoi romanzi (tutti editi da Mondadori), una storia della Sicilia più autentica, in cui si intersecano fede, misticismo e credulità. In una perfetta miscela di ironico e tragico potrà capitare di incontrare una “santuzza” che fuma forte e si ingozza di brioches.  La scrittura della Torregrossa illumina lucidamente la natura umana, che combina demoni e vittime, predatori e predati, quasi che l’uno non possa esistere senza l’altro. Nel confronto il confine tra bene e male si appanna, le donne si fidano e confidano nella Santa, la quale di rimando, brutalmente, ammonisce che spesso le cose, più che dal cielo, vanno risolte sulla terra. “Si deve fare molta attenzione quando si prega, perché si versano molte più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle non accolte” dice la Santa. (PO / red)

 

SE TI SPOSO MI ROVINO” DI E CON MARCO CAVALLARO

Sarà Marco Cavallaro a salutare il nuovo anno insieme al pubblico del Teatro Nino Manfredi e lo farà con allegria e tante risate grazie al suo fortunato spettacolo “Se ti sposo mi rovino”. Dal 26 dicembre fino al 7 gennaio uno dei lavori più applauditi dell’autore siciliano sarà, infatti, in scena al Teatro Nino Manfredi di Ostia (via dei Pallottini 10). E per la serata di Capodanno, doppio appuntamento alle ore 19.30 e alle ore 22.30. Insieme a Cavallaro, che firma anche la regia, saliranno sul palco Ramona Gargano, Olimpia Giuliana Alvino, Ludovica Bei, Valentina Tramontana e Alberto Barbi.  Cosa succede a un miliardario scapolo con “il vizio delle donne” se chiede a tutte di sposarlo? E se tutte piombano a casa sua con l’intento di organizzare le nozze, ma nessuna sa dell’esistenza dell’altra? Semplice, la sua vita è rovinata. Da qui una serie di girandole per non far incontrare le malcapitate e, soprattutto, per non concludere alcun matrimonio. Il tutto coinvolgendo il povero maggiordomo Ugo in un turbinio di bugie e di porte che si aprono e si chiudono.

 

A NATALE DIVENTO GAY CON PINO AMMENDOLA

Saranno delle feste all’insegna del divertimento quelle al Teatro Tirso de Molina di Roma (via Tirso 89) con la pièce comica “A Natale divento gay” scritto e diretto da Pino Ammendola, con Pino Ammendola, Massimo Corvo, Annalisa Favetti, Claudia Portale e con la partecipazione straordinaria di Mario Scaletta. Esilarante commedia degli equivoci è la scelta del direttore artistico Achille Mellini per brindare al nuovo anno con un doppio appuntamento alle ore 20:30 (con brindisi a fine spettacolo) e alle 22:30 (con il brindisi alla mezzanotte). Peppino è un impenitente donnaiolo di mezza età con una giovane fidanzata gelosa quanto ‘burina’. Non è ricco ma confida in uno zio che ha fatto fortuna in America con una catena di pizzerie e che ha promesso di cedergli la sua lucrosa attività per ritirarsi. C’è un solo piccolo neo nel suo piano. Ha fatto credere allo zio di essere gay esattamente come lui. Comunque la sua vita scorrerebbe tranquilla se non fosse che a Natale lo zio arriva a Roma per conoscere il suo compagno e benedire la loro unione. Inutile dire che Peppino sarà costretto a convincere un amico di fingersi il suo compagno. Questo scatenerà una serie di esilaranti equivoci ed un finale assolutamente imprevedibile.

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