“Io all’alleanza con il Pd ci ho creduto per davvero. E no, non ce l’ho con Renzi. Mi fido di lui. Si aspettava che le cose venissero risolte. E invece nulla. Al ministero dell’Interno ho parlato con i funzionari, con il capo di gabinetto, con il ministro. Mi continuavano a ripetere sempre la stessa cosa, fornendo un’interpretazione folle della legge. Sembra che tutti abbiano paura delle polemiche di Brunetta… A questo punto mi arrendo. Che altro possiamo fare, se non correre da soli?”. Così in un colloquio con Repubblica Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri e creatore con Emma Bonino di “+Europa”, la cui intesa con il Pd sembra essere naufragata per una questione legata ai meccanismi della legge elettorale. “Ho parlato con Gentiloni, e almeno in quel caso la vicenda del numero delle firme si è risolta. Ho spiegato il problema a Rosato, Guerini, Minniti. Ma niente, le dicevo di quel muro di gomma al Viminale” continua Della Vedova, che aggiunge: “Non so se si tratti di un muro di gomma strategico, tecnico o di altra natura. Ma il muro c’è, eccome. E di questo il Viminale dovrà assumersi la responsabilità. Non so se esistano ragioni politiche dietro a questa storia. Posso solo dirle che non ho visto una grande volontà politica di assicurare piena parità a tutte le liste. Mi rendo conto che può apparire un nodo soltanto tecnico, ma il risultato politico è che nessuno mette la faccia per garantire l’unica interpretazione costituzionalmente sensata”. (Red – 2 gen)