“Io non penso ad arricchirmi ma al progetto Paese. Se l’Italia non ha bisogno di noi, possiamo anche pensare ad altre soluzioni”. In un’intervista a Repubblica Catia Bastioli, amministratrice delegata di Novamont e presidente di Terna, respinge l’accusa di essere “l’amica di Renzi” che si arricchisce grazie alla nuova legge sulle buste biodegradabili. “Ma quali salti di gioia? Il nostro è un progetto che da più di 20 anni punta su innovazione e sostenibilità, con investimenti di 500 milioni – agginge l’imprenditrice – Non abbiamo mai avuto interlocutori unici: abbiamo parlato con tutti i governi che volevano impegnarsi per l’ambiente. Noi siamo trasversali: è triste che in campagna elettorale si voglia dare una connotazione politica a un progetto di innovazione”. “Avrò visto Renzi quattro o cinque volte in tutto – spiega – E sia chiaro, nel 2011 non mi ha neppure invitato lui alla Leopolda ma fu Ermete Realacci a dirmi che avevo un progetto interessante e dovevo presentarlo. Quando poi Renzi è diventato presidente me ne sono tenuta ben alla larga dalla Leopolda”. “Noi nel 2016 – aggiunge – abbiamo fatturato 170 milioni di euro, con circa una quota di mercato del 50% a livello europeo. Se invece parliamo dei numeri del business del bioplastico in Italia sono circa 450 milioni di euro totali, di tutte le imprese, che sono circa 150. Dunque c’è una filiera integrata, ampia. Se il mercato crescerà anche noi potremmo ottimizzare le capacità produttive e potremmo avere anche noi la nostra fetta di mercato, se saremo bravi”. (PO / Red – 4 GEN)
