Se quello di Emmanuel Macron non è un endorsement, poco ci manca: “Sono stato contento di lavorare con Paolo Gentiloni in questi mesi, la sua azione ha consentito di avviare una nuova dinamica in particolare a livello europeo: le scelte fatte ci hanno consentito di avanzare in tempi non facili. Lungi da me esprimermi sulla vostra campagna elettorale, voglio solo dire che l’Europa è stata molto fortunata ad avere Paolo Gentiloni”. Il presidente francese, ospite a Palazzo Chigi per l’avvio dei colloqui che porteranno alla firma di un vero e proprio ‘trattato di amicizia’ tra Roma e Parigi, spiega che “c’è un rapporto franco-tedesco, strutturante, che è parte fondante della stessa Europa, ma che non è esclusivo. Il rapporto di amicizia con l’Italia è un’altra cosa, assolutamente non concorrente: è un rapporto forte, e abbiamo voluto dargli nuove prospettive e nuove forme di cooperazione. Oggi istituiamo un tavolo di alto livello per poter chiudere questo lavoro nel prossimo incontro bilaterale: abbiamo l’auspicio che il 2018 sarà un anno utile”.
E Gentiloni, da parte sua, replica che “è inutile ricordare quanto siano importanti, storici e straordinari i rapporti tra Italia e Francia: c’è una cooperazione economica molto importante, investimenti, abbiamo scambi commerciali per un volume intorno agli 80 miliardi, Francia è il secondo partner dell’Italia e l’Italia della Francia”. Per questo “abbiamo deciso di mettere al lavoro un gruppo di persone per un trattato che può rendere ancora più forte e sistematico le nostre relazioni”. “Siamo convinti – ha spiegato il premier ormai uscente – che i dati incoraggianti delle nostre economie siano una opportunità da non sprecare. O nei prossimi mesi riusciamo a fare dei passi in avanti nel progetto europeo o rischiamo di perdere un’occasione: sarà difficile poi farlo in altri momenti. Italia e Francia rinnovano la loro profonda amicizia proiettandola sull’Europa”. Un’Europa che, aggiunge, deve prendere atto di una crescente domanda d’Europa che ci circonda: una richiesta di welfare e di sostegno che ci arriva dal Medio Oriente e dal Mediterraneo. L’Europa ha forti impegni dal punto di vista globale, a partire dalla sfida del clima e quella della stabilità, ai quali tenteremo di dare un contributo”.
