Roma, 25 gen – L’ammontare dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) comunicato dalle Amministrazioni pubbliche italiane per l’anno 2016 è di 4.536,55 milioni di euro e corrisponde allo 0,27% del Reddito Nazionale Lordo. Hanno contribuito a determinare tale valore per l’anno 2016 135 Amministrazioni, di cui 8 Amministrazioni centrali, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), 11 Regioni, le 2 Province Autonome di Trento e Bolzano, 47 Enti Locali, 4 Enti di Ricerca, 27 Università statali e 35 soggetti beneficiari di quota parte del gettito fiscale destinato a interventi di cooperazione allo sviluppo. Il maggiore contributore dell’APS italiano si conferma, anche per il 2016, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con una quota destinata alla cooperazione di oltre 1,7 miliardi di euro, pari al 38% circa dell’APS. Tale importo include la quota parte del contributo al Bilancio dell’Unione Europea destinato a interventi di cooperazione allo sviluppo di 1,14 miliardi di euro. I contributi a Banche e Fondi di Sviluppo notificabili come APS ammontano a 574,7 milioni di euro. Altrettanto significativa è per il 2016 la quota del Ministero dell’Interno per l’assistenza ai rifugiati e ai richiedenti asilo di oltre 1,5 miliardi di euro, pari al 33,31% dell’APS. Il ministero degli Affari esteri si conferma il terzo contributore dell’APS italiano destinando, insieme all’AICS, oltre 973,84 milioni di euro alla cooperazione allo sviluppo, pari al 21,46% dell’APS.I crediti di aiuto e le operazioni sul debito dei Paesi in via di Sviluppo rappresentano il 2,91% dell’APS italiano, con erogazioni nette pari a 26,92 milioni di euro per i primi e a 104,93 milioni di euro per le seconde. Il restante 4,46% dell’APS italiano è frammentato tra le altre Amministrazioni, centrali e locali, nonché tra i soggetti beneficiari di quota parte del gettito fiscale (destinatari dell’8×1000 e del 5×1000).
(BIG ITALY / Sis)