Gli anticorpi antinazisti sembrano perdere di vigore, mentre nelle viscere della società, specie nei segmenti sociali più bassi e poveri, le spinte e le simpatie verso quest’ideologia ampliano la propria capacità di presa. Almeno a seguire il sondaggio realizzato da Swg, secondo cui il 65% degli italiani ritiene importante combattere il ritorno delle ideologie naziste e fasciste, ma il 27% del Paese lo ritiene poco o per nulla importante (e a questa quota si aggiunge il restante 8% che non ha una propria opinione sul tema). Tra i giovanissimi under 24 anni, il ripudio dell’ideologia neonazista è decisamente forte e coinvolge il 78% dei ragazzi. Situazione leggermente differente tra i 25-34enni, dove la repulsione scende al 60%. Il quadro più inquietante, tuttavia, giunge dai diversi segmenti sociali. I soggetti più attratti dalle pulsioni neonaziste o neofasciste si rintracciano tra i ceti poveri del nostro Paese: il 55% si colloca su posizioni indulgenti e contrarie a combattere le ideologie naziste e fasciste. Molto minore è, complessivamente, l’accettabilità e l’accondiscendenza verso le azioni o i raid neonazisti: il 75% degli italiani si schiera per una repressione immediata. I più indulgenti verso le azioni neonazi sono i giovani tra i 25 e i 34 anni e i segmenti sociali più disagiati.
Quest’ultimo dato conferma la netta separazione di classe esistente di fronte al revanscismo neonazista. Il ceto medio è maggiormente schierato per la repressione di qualunque raid di stampo nazista, con il 77% di favorevoli, il 18% di contrari e il 5% che si dichiara indifferente. Il quadro cambia tra i ceti più poveri con il 36% di favorevoli alla repressione, il 24% di contrari e il 40% di indifferenti. Nell’ordinamento giuridico italiano l’apologia del fascismo è un reato, ricorda Swg, ma tra gli italiani la punibilità di quanti magnificano tali ideologie è piuttosto fredda: il 60% delle persone è favorevole a colpire chi inneggia al fascismo e il 68% è concorde nel chiedere di perseguire quanti celebrano il nazismo. A fronte di questa maggioranza, nel Paese è presente una folta minoranza di persone che non concorda con le ipotesi repressive delle opinioni fasciste o naziste.Il 31% dell’opinione pubblica, con in testa i ceti più poveri (39%), avversa qualunque idea di impedimento dell’espressione delle idee neofasciste. Un po’ differente è la sensibilità sull’apologia del nazismo. I contrari alla repressione di quanti inneggiano a Hitler e alle sue idee, scendono al 23%. Tra i trentenni la contrarietà alla repressione sale leggermente (25%), mentre vola più in alto tra i segmenti più poveri della popolazione (37%). Complessivamente il 51% degli italiani ritiene il neo-nazismo un reale pericolo per il nostro Paese e il 43% afferma di provare paura di fronte alle espressioni neonaziste.
(Red)