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CIVITA BAGNOREGIO, SFIDA PATRIMONIO UNESCO

it@withub.it by it@withub.it
7 Febbraio 2018
in In evidenza HP, In evidenza top news
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“Una bella sfida che si inserisce in una politica della bellezza che ci ha portato in questi anni a riaprire il polo culturale Wegil qui a Trastevere, il Castello di Santa Severa e a valorizzare dei percorsi religiosi con l’incontro tra cultura, storia, fede e arte contemporanea”. Con queste parole il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha presentato questa mattina a Roma la candidatura di Civita di Bagnoregio a Patrimonio Unesco, “un tentativo – ha sottolineato il governatore del Lazio – che vede protagonisti ragazzi delle scuole, studiosi, architetti, ingegneri, professionisti, e che aiuterà non solo a salvare Civita ma anche a migliorare il clima e l’economia della nostra regione”. Zingaretti ha precisato che si tratta di un iter lungo “perché la competizione nel mondo è moto agguerrita”. “Anche per questo – ha proseguito –insieme al Comune di Civita abbiamo chiamato i migliori esperti e professionisti per preparare un dossier unico al mondo, perché Civita di Bagnoregio e la Valle dei Calanchi sono davvero un patrimonio unico al mondo. È una sfida che possiamo affrontare con grande ottimismo È strano – ha concluso Zingaretti – che non ci abbia mai pensato nessuno prima di noi”.

   

Nel corso dell’incontro, al quale hanno preso parte il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti, il geologo Claudio Margottini, il sociologo e psichiatra Paolo Crepet (che ha scelto questi luoghi già 25 anni fa) e lo scrittore Marco Lodoli, è stato illustrato il percorso per sostenere la candidatura di Civita di Bagnoregio a Patrimonio Universale. A tal fine è stato preparato un approfondito dossier di carattere scientifico sulle caratteristiche del Borgo che sarà poi valutato dalla Commissione internazionale dell’Unesco. Nel corso della primavera 2015, proprio Zingaretti si era fatto promotore di un appello per la “Salvezza di Civita di Bagnoregio e della Valle dei Calanchi” che ha ricevuto in breve tempo il sostegno di 151 autorevoli esponenti del mondo della cultura dell’arte, dello spettacolo, della scienza, delle professioni liberali, dell’Accademia e al quale hanno aderito sulla piattaforma online Cgange.org quasi 40mila semplici cittadini. Meglio conosciuta come la “città che muore”, per via dello spopolamento e del precario equilibrio della rupe su cui poggia, questo piccolo centro all’incrocio fra Lazio, Toscana e Umbria è visitato ogni anno da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo.

Il sindaco Bigiotti ha sottolineato come, dopo la crescita quantitativa di questi anni, sia arrivato il momento di fare scelte, a volte dolorose, finalizzate a tutelare la qualità di questi luoghi. Come per esempio l’ordinanza che vieta l’apertura di attività commerciali. Passi avanti sono stati fatti anche sulla diversificazione dei flussi turistici, sul trasporto dei disabili e sulla delocalizzazione dei parcheggi, allo scopo di preservare un centro che scivola di qualche centimetro ogni anno e che mostra un paesaggio in continua evoluzione, come ha evidenziato il geologo Margottini chiarendo che la candidatura del sito rientra nella categoria dei “paesaggi culturali” Unesco. “Venticinque anni fa era un luogo molto difficile in cui stare. Oggi non è più così, è un luogo ricco di cultura”, ha racconto Crepet “rapito” dalla bellezza e della fragilità di questo sito che, ha sottolineato, “bisogna difendere dal rischio Disneyland”. Anche lo scrittore Marco Lodoli ha parlato di fragilità e bellezza: “Nell’era in cui la chirurgia plastica e il prolungamento dell’adolescenza negano il trascorrere del tempo, Civita di Bagnoregio affascina anche i ragazzi per la sua immediatezza e per l’idea di una bellezza che si sgretola giorno dopo giorno come le nostre vite”. Nel corso dell’incontro sono state presentate anche una poesia e un fumetto dedicate a Civita di Bagnoregio e preparate dagli alunni di due scuole laziali.

(7 feb – Big Italy / Caf)

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