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Italia e Nigeria
disastri demografici

it@withub.it by it@withub.it
13 Febbraio 2018
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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(13 febbraio 2018) Nel 1950 gli abitanti della Nigeria erano 38 milioni, l’1,5% della popolazione mondiale. Oggi i nigeriani sono 182 milioni, il 2,5% del totale. Ma secondo le previsioni delle Nazioni Unite, la popolazione della Nigeria è destinata a crescere ancora di molto, fino a raggiungere i 263 milioni di persone nel 2030 e i 752 milioni, una cifra impressionante, nel 2100. Se le proiezioni dovessero rivelarsi anche solo vagamente corrette, all’inizio del prossimo secolo la popolazione della Nigeria rappresenterebbe il 6,7% della popolazione globale, dunque più del Nord America, più dell’Europa, più della somma di America latina e Caraibi.
Nel 1950 la popolazione italiana si aggirava intorno ai 47 milioni di persone, l’1,9% del totale globale e dunque più della Nigeria. Oggi siamo circa 60 milioni e come percentuale della popolazione globale siamo scesi allo 0,8.  Se ci basiamo sulle proiezioni delle Nazioni Unite, la popolazione italiana potrebbe rimanere stabile fino al 2050, ma per scendere poi entro il 2100 a circa 50 milioni, equivalenti al solo 0,4% del totale globale.
L’economista britannico Stephen Daryl King paragona i diversi probabili destini di Nigeria e Italia per raccontare il cataclisma demografico da cui è  atteso il pianeta nei prossimi decenni. E per spiegare perché nel dopoguerra e per molti anni  la globalizzazione sia stata la via verso una ricchezza crescente mentre ora sta diventando una sorta di maledizione.  Lo fa in un libro intitolato “Il mondo nuovo” da poco arrivato anche nelle nostre librerie grazie all’editore  Franco Angeli. L’idea di fondo è che si potrà salvare la democrazia solo con un compromesso tra i vantaggi dell’apertura e i benefici della sovranità, compresa quella monetaria. E anche rinunciando alle narrazioni politiche fatte di “noi” e di “loro”, sostituite dalla ricerca di alleanze e integrazioni che per l’Italia significano semplicemente più Europa.

 

 

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