“Un imprenditore lavora per costruire, sa che da questo dipende il suo successo, è pronto ad affrontare anche slealtà e raggiri, che esistono in qualsiasi attività umana, ma nel suo intimo è istintivamente portato a dare fiducia a chi, come lui, lavora nel mercato. Molti politici di professione invece non hanno mai realizzato nulla di concreto, devono la loro camera solo alla capacità di intrigo, di manovra ai danni dell’avversario e qualche volta anche dell’alleato e dell’amico. Per questo ho detto più volte che la politica – almeno questa politica – non mi piace. Continuo a occuparmene per senso del dovere, perché è un atto di responsabilità e di amore verso il mio Paese. Ma comprendo e condivido lo stato d’animo di molti cittadini che sono delusi dalla politica”. Così Silvio Berlusconi in una intervista a Panorama. Ed aggiunge: “Oggi sono tornato in campo con un’intima convinzione: il mio Paese può rialzarsi e tornare alla crescita, al benessere e alla prosperità che merita. Agli italiani chiedo di ritrovare fiducia, di sfoderare il loro coraggio. Alle imprese serve respiro. A tutti noi servono più libertà economica e più sicurezza, meno tasse e meno vincoli. La sinistra al governo, in questi sei anni disastrosi, ha confermato di non averlo ancora capito e ha strangolato l’economia. Noi, invece, faremo ripartire l’Italia con la nostra rivoluzione liberale. A partire dalla flat tax, la tassa ad aliquota unica che ha avuto ottimi risultati ovunque è stata applicata: aiuterà soprattutto i più deboli e il ceto medio, e sarà un potente incentivo per la crescita, per i consumi e per il lavoro, e toglierà strumenti e convenienza all’evasione e all’elusione fiscale”. Inoltre sottolinea: “Gli italiani hanno capito perfettamente che la persecuzione organizzata contro di me ha avuto soltanto origini politiche. Del resto, gli oltre 70 procedimenti penali imbastiti dal 1994, dopo la mia discesa in campo, sono un record storico ineguagliabile” e “mi dà forza lo sdegno per la terribile ingiustizia che ho subìto: sono stato condannato per un reato che non c’era, per un’accusa inverosimile. Per togliere di mezzo l’unico ostacolo al governo della sinistra e al depauperamento degli italiani”. Secondo il leader di Forza Italia i 5 Stelle sono “i veri e più cinici professionisti della politica. A tutti ricordo che, su 100 grillini entrati in Parlamento la scorsa legislatura, 87 non avevano mai fatto una dichiarazione dei redditi prima di essere eletti, quindi non avevano sostanzialmente mai lavorato in vita loro. È un segno molto negativo, anche perché chi non ha fatto nulla di buono per sé difficilmente può farlo per l’Italia. Questo vale in particolare per il loro candidato premier, Luigi Di Maio, una simpatica figurina messa lì perché ha un volto telegenico, ma a cui nessuno penserebbe davvero di affidare il governo del Paese. In Forza Italia, invece, noi abbiamo scelto esponenti delle professioni, delle imprese, del lavoro, della cultura, del volontariato. È gente concreta, senza… grilini per la testa. Che non deluderà”. Infine, rivolgendosi ad un ideale elettore del Pd, dice: “Gli direi di ragionare, anch’io come loro avevo sperato in un positivo rinnovamento della sinistra, ma questo non è avvenuto. E gli farei capire che se c’è un programma davvero attento ai temi sociali, non è quello del suo partito ma il nostro. Ma gli proporrei anche un’altra riflessione: il Pd oggi non è in grado di competere, l’alternativa è fra noi e i 5 Stelle. Votare per noi significa un governo stabile e riformatore per cinque anni, votare per il Pd può solo favorire l’instabilità e l’ingovemabilità. È di questo che l’Italia ha bisogno?”. (1 mar – red)