Così come avvenuto in occasione delle elezioni politiche del 2013, anche in vista della imminente tornata elettorale, Viacom International Media Networks Italia, con il brand Mtv, ha condotto la ricerca “Giovani e Politica” intervistando, in questa prima fase, 1027 ragazzi di età compresa tra i 18 e i 34 anni, un campione rappresentativo di una buona parte della popolazione italiana: ben 13,2 milioni di persone pari al 22%. Seguirà una seconda fase della ricerca post elezioni. Rispetto a 5 anni fa i giovani sono meno scettici rispetto al passato, pur esprimendo un chiaro bisogno di maggiore vicinanza, semplificazione, chiarezza e visione di lungo periodo. Dal quadro emerge che riconoscono dei segnali in positivo dati dalla capacità di rinnovamento e di svecchiamento e si registra una decisa crescita relativa alla percezione di competenza. Tuttavia i temi chiave dell’onestà, della trasparenza e della meritocrazia rimangono, ai loro occhi, irrisolti. Una politica che vivono come troppo opportunista nei loro confronti, e che vorrebbero più attiva e costante nel dialogare con loro in maniera sintonica, onesta, meno confusa e aggressiva. Seppur immersi in un contesto percepito come difficile e penalizzante, i giovani cercano di mantenere un atteggiamento positivo (78%) per provare a contare qualcosa ed uscire dalla trappola della generazione invisibile. Mamma (75%), papà (63%), migliore amico/a (51%) sono “i nuovi eroi” ai quali i giovani si affidano per costruire il loro futuro. Sono loro i modelli della generazione presa in esame dalla ricerca, persone che nonostante le difficoltà hanno mostrato un’impareggiabile resilienza.
CLASSE POLITICA DISTANTE – Dai risultati si evince che, nonostante un contesto percepito dai ragazzi come ancora difficile, stanno timidamente ripensando alla politica italiana. All’interno di una relazione che resta complessa, il giudizio appare meno duro e sprezzante rispetto a 5 anni fa. Migliorano significativamente i valori percentuali dei termini negativi che vengono associati alla politica italiana come incompetenza (76%, -22% rispetto al 2012), raccomandazione (69%, -21% rispetto al 2012), vecchia (66%, -22% rispetto al 2012). Viene quindi riconosciuta in positivo la capacità di rinnovamento e di svecchiamento. Tuttavia i temi chiave dell’onestà (4%), della trasparenza (2%) e della meritocrazia (2%) rimangono i punti deboli che la rendono confusa (44%) e stagnante (57%). La ricerca denota anche come la loro apertura si scontri con una classe politica che viene ritenuta distante (52%), capace di relazionarsi ai più giovani solo in occasione delle elezioni. Per quasi 1/3 degli intervistati, infatti, la priorità della politica è quella di mantenere lo status quo, senza essere in grado di proporre una visione di lungo periodo (37%). Dalle analisi della ricerca di Viacom Italia-MTV, emerge anche come i giovani tentino di istaurare un dialogo, trovare un canale comunicativo bidirezionale con la politica ma il 62% degli intervistati afferma di non riuscire a orientarsi a causa della troppa confusione che annoda partiti, programmi e movimenti, forse anche a causa di una componente di aggressività e violenza riscontrata del 42% del campione. I ragazzi dimostrano una propensione al voto elevata (80%), almeno in termini di dichiarazione, e sembrano credere di più nel diritto/dovere del voto. (PO / red – 1 mar)
